L’orizzonte per l’avvio dell’alesaggio della vecchia canna del Tunnel di Tenda tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027. È l’indicazione emersa oggi, venerdì 19 giugno, durante la riunione del Comitato di monitoraggio, nel corso della quale il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha aggiornato amministratori e territorio sullo stato dell’iter che porterà all’ampliamento e alla messa in sicurezza del tunnel storico.
Il progetto definitivo approderà il 25 giugno al consiglio di amministrazione di Anas e il 2 luglio al Cipess per l’approvazione conclusiva. Successivamente partirà la gara d’appalto, che dovrebbe essere bandita entro i tre mesi successivi, seguita dall’affidamento dei lavori. “Poniamo come obiettivo l’avvio del cantiere a cavallo tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo”, ha spiegato Cirio, confermando un cronoprogramma di tre anni per l’esecuzione dell’opera.
La novità più significativa riguarda però la gestione della viabilità durante il cantiere. La Regione ha presentato uno studio del Politecnico di Torino che ritiene possibile utilizzare la nuova canna a doppio senso permanente in modalità cantiere per tutta la durata dei lavori, senza interventi strutturali rilevanti. Sarebbero necessari adeguamenti gestionali e impiantistici, ma non opere invasive. Una soluzione che consentirebbe di limitare i disagi durante i tre anni di intervento sul tunnel storico.
Nel corso della conferenza stampa, Cirio ha ribadito che il percorso amministrativo dell’opera sta procedendo secondo le scadenze previste. L’11 giugno la Regione Piemonte ha già espresso il via libera alle prescrizioni della Valutazione di impatto ambientale, mentre la copertura economica dell’intervento è stata completata grazie allo stanziamento di oltre 39 milioni di euro deliberato dall’agenzia francese competente. Risorse che si aggiungono ai fondi già previsti dalla parte italiana e che consentono di affrontare la fase realizzativa con il quadro finanziario definito.
Sul fronte tecnico, il presidente ha sottolineato come lo studio elaborato dal Politecnico certifichi la fattibilità del doppio senso nella nuova galleria durante i lavori di alesaggio. “Non sono necessari interventi strutturali, nel senso che le distanze già ci sono”, ha spiegato. Serviranno invece misure organizzative, presidi permanenti di sicurezza e alcuni adeguamenti agli impianti, compatibili con una gestione in modalità cantiere.
Accanto alla prospettiva dell’alesaggio, resta aperto il tema della viabilità attuale. Il Comitato di monitoraggio, sostenuto da Regione e Provincia, ha chiesto di prolungare nei mesi di luglio e agosto l’orario di apertura della galleria fino alle 23, rispetto all’attuale limite delle 21. La parte italiana ha già espresso il proprio assenso e la richiesta sarà discussa il 2 luglio con le autorità francesi.
Durante l’incontro è stato inoltre tracciato un bilancio del primo anno di riapertura del collegamento. Cirio ha ricordato il lavoro svolto dal Comitato di monitoraggio nel trasformare le criticità del territorio in azioni concrete, evidenziando come oltre 300 imprese abbiano ricevuto ristori per più di 640 mila euro grazie a risorse regionali anticipate per sostenere le attività penalizzate dai lunghi anni di chiusura del tunnel.
Gli amministratori locali hanno confermato l’importanza dell’infrastruttura per l’economia della valle e dell’intera provincia. La sindaca di Borgo San Dalmazzo Roberta Robbione ha sottolineato il valore del lavoro condiviso tra istituzioni e territorio, mentre il sindaco di Limone Piemonte Massimo Riberi ha ricordato l’aumento del 47% delle presenze registrato dalla località dopo la riapertura della galleria. Dello stesso tenore gli interventi degli altri rappresentanti del territorio, che hanno evidenziato i benefici per imprese, commercio e turismo.
Resta infine confermata al 30 novembre 2026 la conclusione dei lavori sui tornanti del versante francese, intervento considerato fondamentale per arrivare alla piena normalizzazione della circolazione. Ma il tema centrale emerso dalla riunione di oggi è soprattutto quello della seconda fase dell’opera: dopo anni di attese e rallentamenti, il progetto di recupero della canna storica entra ora nella fase che dovrà portare all’apertura del cantiere e all’avvio dei lavori tra la fine del prossimo anno e l’inizio del 2027.