Attualità - 15 giugno 2026, 15:09

Tre nuovi magistrati prendono servizio in Tribunale a Cuneo: “Servono missionari della buona giustizia”

Con l’ingresso di Gian Maria Botta, Amanda Coggiola e Monica Funicello si rafforza l’organico del Palazzo di giustizia cuneese. Dai vertici di tribunale, procura e avvocatura un appello ai neo magistrati: rigore, umanità e fedeltà ai valori costituzionali

Si rafforza l’organico del Palazzo di giustizia di Cuneo con l’arrivo di tre nuovi magistrati: il pubblico ministero Gian Maria Botta, classe 1998, originario di Savona e con tirocinio svolto a Genova; il giudice penale Amanda Coggiola, classe 1995, assegnata al settore penale del Tribunale di Cuneo; e il giudice civile Monica Funicello, classe 1993, proveniente da Pinerolo.

L’ingresso ufficiale è stato salutato dai vertici degli uffici giudiziari e dell’avvocatura cuneese, che hanno voluto dare ai neo magistrati il benvenuto e condividere riflessioni sul ruolo della giurisdizione in una fase complessa per il sistema giustizia.

Il presidente del Tribunale di Cuneo, Mario Amato, ha sottolineato come "gli uffici si rafforzano" grazie ai nuovi ingressi, definendo Cuneo "una bellissima sede" e "un bel tribunale".

"Sono un entusiasta di questa attività, che è bellissima anche se i momenti non sono facili e i contesti complessi", ha detto Amato. "Questo non ci deve impaurire, perché dalla nostra interlocuzione con la collettività dipenderà il futuro della prossima magistratura". Un messaggio forte, accompagnato da un invito preciso: "Servono missionari della buona giustizia".

Parole intense anche dal procuratore capo Onelio Dodero, che ha ricordato ai nuovi colleghi il peso del momento storico in cui entrano in magistratura. "Fino a qualche tempo fa avevamo i nuvoloni, oggi non è tornato del tutto il sereno, ma sta lentamente tornando", ha osservato.
Dodero ha richiamato i neo magistrati alla fedeltà al modello costituzionale: "Avete scelto di mantenere quel modello di magistrato disegnato dalla Costituzione, il magistrato democratico. Non tradite questa scelta: non fare il magistrato, ma essere magistrato".

Nel suo intervento ha insistito anche sul valore del rapporto con cittadini, avvocati e forze dell’ordine: "Abbiamo lavorato per riconquistare la fiducia della gente, e la gente ha risposto, o meglio ha dato fiducia alla Costituzione". Poi l’invito a "difendere la vittima, ma trattare da persona l’accusato", a "non considerare l’avvocato un intralcio" e a rispettare "il sudore della polizia giudiziaria, delle forze dell’ordine e del personale amministrativo: senza di loro non saremmo niente". Infine, una raccomandazione umana e professionale: "Sbaglierete, perché solo chi non fa non sbaglia. Abbiate il coraggio di chiedere scusa".

A dare il benvenuto ai nuovi magistrati anche il presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cuneo, Alessandro Ferrero, che ha ribadito il senso comune della funzione di magistratura e avvocatura. "C’è ancora qualcuno che crede nelle nostre funzioni, perché siamo qui per la stessa finalità: rendere giustizia a chi si rivolge a noi o a chi, suo malgrado, è costretto a venire in tribunale".

Ferrero ha ricordato come "l’avvocato sia avvocato di fiducia" e che il fatto stesso che il cittadino continui a credere nella giustizia "deve far tremare i polsi", perché quella fiducia non può essere tradita. Un richiamo al reciproco riconoscimento dei ruoli, nel segno di una giurisdizione condivisa e rispettosa delle diverse funzioni.

CharB.