“Sulle tracce della Ballerina di Clavesana” è questo il nome scelto per il nuovo sentiero ad anello che sarà inaugurato domenica 21 giugno (SCOPRI IL PERCORSO).
Un percorso di circa 15 chilometri tra Langhe e vigneti, pensato per ripercorrere la straordinaria vicenda umana e artistica di Teresa Ferrero, la ballerina di Clavesana, conosciuta sui palcoscenici internazionali con il nome d’arte di Ester.
Il tracciato può essere percorso a piedi in circa 4 ore e 20 minuti oppure in bicicletta in circa 1 ora e 20 minuti. Il punto di partenza l’ex cotonificio Olcese e il percorso attraversa il Capoluogo e le borgate dello Sbaranzo, Surie e Ghigliani.
"L’iniziativa - spiega il sindaco, Bruno Terreno - è stata realizzata grazie al bando “Bici in Comune” promosso dal Ministero per lo Sport e i Giovani e unisce la valorizzazione per il nostro territorio e la storia di Ester, cui abbiamo dedicato il percorso".
Ma chi era la “Ballerina di Clavesana”? Si tratta di Teresa Ferrero, nata nel 1853 in borgata Tetti, da una famiglia contadina. A soli 15 anni si trasferì a Torino come domestica presso una famiglia borghese. Con grande determinazione si pagò da sola i corsi di canto e danza e, a 18 anni, ottenne una scrittura per l’Aida al Cairo. Fu proprio in Egitto, in occasione dell’inaugurazione dell’opera, che conobbe il viceré Ismail Pascià, con il quale instaurò una profonda amicizia e, secondo alcune ricostruzioni, forse anche qualcosa di più.
Da quel momento Ester iniziò una brillante carriera internazionale che la portò a esibirsi sui palcoscenici dei più importanti teatri europei, da Vienna a Parigi, da Monaco a San Pietroburgo.
Conclusa la carriera artistica, fece ritorno a Clavesana, dove fece costruire la villa che ancora oggi porta il suo nome, progettata dal geometra Pio Conti. Nonostante le critiche che parte della comunità le riservò per le sue scelte di vita, Ester continuò a dimostrare un forte legame con il proprio paese, contribuendo a diverse iniziative di interesse pubblico.
Tra gli interventi documentati figura il suo contributo alla realizzazione della facciata del Santuario della Madonna della Neve. A Clavesana trascorse gli ultimi anni della sua vita e vi morì nel 1941.