Non sarà soltanto un convegno tecnico né una semplice occasione per presentare un progetto concluso. L’appuntamento in programma venerdì 19 giugno alla Sala “Beppe Fenoglio” nel Cortile della Maddalena, dalle ore 16.30, nasce con l’obiettivo di interrogarsi su uno dei nodi più delicati che il sistema socio-sanitario si trova oggi ad affrontare: cosa accade alle persone fragili quando lasciano l’ospedale e tornano a casa.
Il tema della continuità della cura, sempre più centrale in una società che invecchia e in cui aumentano le situazioni di solitudine e fragilità, sarà al centro dell’incontro promosso da Coesioni Sociali e Confcooperative Sanità Piemonte, con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo.
Come spiega il direttore di Coesioni Sociali, Gian Piero Porcheddu, l’iniziativa rappresenta soprattutto un momento di restituzione pubblica di un’esperienza sviluppata nell’ultimo anno sul territorio albese.
“Abbiamo realizzato, insieme al Consorzio Socio Assistenziale Alba Langhe e Roero e in raccordo con l’Asl CN2, un servizio dedicato alle dimissioni protette. Persone che uscivano dall’ospedale, spesso anziane, sole o con nuclei familiari fragili, sono state accompagnate nel rientro a domicilio attraverso percorsi personalizzati di assistenza e supporto. Il servizio ha funzionato oltre le nostre aspettative e ora vogliamo fare il punto su quanto è stato realizzato e sulle prospettive future”.
Aggiunge Giuliana Ghisolfi, referente del servizio: “Il progetto si è rivolto anche a persone con patologie oncologiche e, in diversi casi, ha permesso di intercettare fragilità familiari e bisogni molto concreti. Penso, ad esempio, al reperimento dei farmaci, alla spesa, agli accompagnamenti alle visite o al supporto nelle pratiche per l’invalidità. Per molti anziani, soprattutto dopo cadute o fratture, la presenza dell’OSS è stata importante anche per essere aiutati nello svolgimento degli esercizi indicati dal fisioterapista”.
L’esperienza, finanziata attraverso fondi dedicati al welfare territoriale, ha consentito di sperimentare una presa in carico che non si interrompe al momento della dimissione ospedaliera, ma prosegue nel passaggio verso la vita quotidiana, spesso il momento più delicato per persone anziane o in condizioni di vulnerabilità.
Accanto a questo tema, il convegno allargherà lo sguardo alla prevenzione e alla promozione di sani stili di vita, collegando il tema dell’assistenza domiciliare a quello dell’invecchiamento attivo.
“Abbiamo voluto legare questa esperienza a un secondo progetto sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, dedicato alla diffusione di corretti stili di vita. Alimentazione, benessere e prevenzione sono aspetti che incidono direttamente sulla qualità della vita delle persone e possono contribuire a ridurre situazioni di fragilità e disagio”, osserva Porcheddu.
Il confronto vedrà coinvolti rappresentanti dell’Asl CN2, del Consorzio Socio Assistenziale Alba Langhe e Roero, del mondo cooperativo e delle professioni sanitarie, chiamati a riflettere su come rafforzare la rete dei servizi domiciliari e rispondere alle nuove esigenze di una popolazione sempre più anziana.
Più che una chiusura di progetto, dunque, il convegno del 19 giugno si propone come un punto di partenza per discutere quali strumenti possano garantire continuità alle esperienze avviate e come consolidare una rete territoriale capace di accompagnare le persone fragili non solo nella cura, ma anche nella prevenzione e nella qualità della vita.