Scuola e corsi - 10 giugno 2026, 14:37

Scuola, il PD cuneese contro la legge Valditara: “Così si indebolisce l’educazione”

Sconcerto del Partito Democratico dopo il via libera del Senato: “Più burocrazia e meno prevenzione su affettività e rispetto”

Riceviamo e pubblichiamo:

Il 4 giugno il Senato ha approvato in via definitiva la legge promossa dal Ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara. Il testo stabilisce l'obbligo, nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, di acquisire il consenso scritto dei genitori — o degli studenti maggiorenni — prima di avviare attività su sessualità e affettività. Nelle scuole dell'infanzia e primaria tali attività sono vietate.

Il Partito Democratico della provincia di Cuneo prende atto dell'approvazione con sconcerto e preoccupazione.
Questa legge indebolisce la scuola, introducendo un meccanismo burocratico che nella pratica scoraggerà insegnanti e istituti dall'affrontare temi come relazioni, consenso, rispetto e prevenzione della violenza, che solo una visione retrograda può vedere come un attacco alla famiglia. Anzi, viene da chiedersi che famiglia abbia in mente chi ostacola la discussione di queste tematiche a scuola.

La scuola pubblica dovrebbe essere lo spazio per eccellenza in cui ragazze e ragazzi trovano parole, strumenti e pensiero critico, dove si impara che cos’è davvero il consenso. E dove queste cose si imparano per tempo, e quel tempo non è certo la maggiore età.
Con questa legge, quello spazio si restringe e continuerà ad essere riempito dalla pornografia, dai forum redpill e incel e dagli influencer che propagandano misoginia, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti: studi recenti del CNR evidenziano che tra i teenager l’adesione agli stereotipi di genere sta aumentando. E la prevenzione della violenza maschile contro le donne comincia proprio dal contrasto a questi stereotipi: il pensiero femminista ha elaborato in decenni questi strumenti — tradotti poi in documenti internazionali vincolanti come la Convenzione di Istanbul — mostrando come il patriarcato non sia un'astrazione ma un sistema che si riproduce precisamente là dove mancano parole ed educazione. Sottrarre alla scuola la possibilità di intervenire su questo terreno è una scelta politica che va nella direzione opposta alla prevenzione.

Il Partito Democratico della Granda chiede che le istituzioni locali — Comuni, Provincia, Uffici scolastici territoriali — si facciano garanti della promozione di interventi di educazione affettiva e relazionale nelle scuole della Granda, entro i margini che la legge ancora consente, e che portino questa priorità con forza nelle sedi competenti. L’educazione sessuo-affettiva deve essere pubblica, laica, competente, continuativa, accessibile a tutte e tutti.

La scuola pubblica è laica, pluralista e autonoma. Difenderla significa difendere la qualità della nostra democrazia.

Partito Democratico – Federazione provinciale di Cuneo