Si è riunita oggi, eccezionalmente di martedì anziché nel consueto appuntamento del lunedì, la Cabina di regia provinciale sulla Peste Suina Africana (Psa) ospitata nello Spazio Incontri della Provincia di Cuneo. Un tavolo che da quattro anni si confronta con cadenza quindicinale sull'evoluzione dell'emergenza e sulle strategie di contenimento del virus.
Alla riunione hanno partecipato l'assessore regionale Paolo Bongioanni, il commissario straordinario nazionale Filippini in attesa di nomina ufficiale, il presidente della Provincia di Cuneo Robaldo con il consigliere delegato alla Psa Dovetta, il commissario straordinario della Regione Piemonte Sapino, il dirigente della Provincia di Cuneo Risso, i direttori e vicedirettori delle confederazioni agricole, i sindaci di Cravanzana e Pezzolo Valle Uzzone, insieme al presidente dell'Unione Montana Alta Langa.
Al centro dell'incontro l'intervento del consigliere provinciale delegato alla Psa, Silvano Dovetta, che ha ribadito con forza l'urgenza di procedere alla nomina del nuovo commissario straordinario nazionale, figura ritenuta indispensabile per garantire un'azione tempestiva ed efficace di contrasto alla diffusione della malattia.

La sollecitazione da parte della Provincia era già stata avviata ancora prima che fossero registrati i primi casi, in linea con l'azione preventiva messa in campo. Dovetta e il presidente della Provincia Luca Robaldo avevano infatti già scritto ai ministeri competenti e alla Regione Piemonte per chiedere di sbloccare la situazione amministrativa. Con la rilevazione delle positività nelle scorse settimane nei comuni di Cravanzana e Pezzolo Valle Uzzone, in Alta Langa, risulta ancora più urgente provvedere a sbloccare lo stallo.
La preoccupazione riguarda il vuoto operativo che si è venuto a creare con la scadenza, avvenuta a inizio maggio, dell'incarico commissariale e della relativa ordinanza che disciplinava misure di biosicurezza, controlli e gestione delle aree soggette a restrizioni. Da oltre un mese, infatti, il nuovo commissario designato, Giovanni Filippini, pur avendo già definito le strategie da adottare, non può emanare ordinanze né assumere formalmente i poteri necessari per intervenire.
“È una situazione assurda - ha evidenziato Dovetta - perché dopo quattro anni di lavoro intenso sul territorio ci troviamo senza uno strumento fondamentale per agire rapidamente. Il commissario ha ben chiaro come procedere, ma senza la nomina ufficiale non può adottare alcun provvedimento”.
Durante la riunione sono stati affrontati anche i due nuovi casi di positività registrati a Cravanzana e Pezzolo Valle Uzzone. Nelle aree interessate proseguono le attività di monitoraggio e ricerca delle carcasse di cinghiale, mentre le ASL continueranno a rafforzare i controlli negli allevamenti per innalzare i livelli di biosicurezza.
Per la Provincia di Cuneo la questione assume una rilevanza particolare. Il comparto suinicolo rappresenta infatti una delle principali filiere agroalimentari del territorio e, secondo i dati richiamati da Dovetta, incide dal 10 al 15% sulla produttività economica provinciale. Un patrimonio produttivo che rischia di essere messo in difficoltà dall'avanzata della malattia e da eventuali ritardi nelle decisioni operative.
“Parliamo di un settore strategico per l'economia della Granda – ha sottolineato Dovetta –. Il mancato adempimento della nomina commissariale mette a rischio gli allevamenti e un comparto che rappresenta quasi il 15% della produttività economica provinciale. È un rischio che il Cuneese non può permettersi di correre”.
Da qui l'appello rivolto nuovamente al Governo affinché si proceda nel più breve tempo possibile alla formalizzazione della nomina, consentendo così di ripristinare pienamente gli strumenti necessari per il contrasto alla Peste Suina Africana in un momento particolarmente delicato per il territorio.





