Accelerare con ogni mezzo sul depopolamento dei cinghiali è l’unica strada per contenere il rischio sanitario, tutelare gli allevamenti e difendere la filiera suinicola della Granda. È quanto afferma Coldiretti Cuneo a seguito della cabina di regia provinciale sulla PSA, che ha visto la partecipazione del Commissario straordinario, dott. Giovanni Filippini, convocata dopo il ritrovamento di altre due positività in provincia di Cuneo e la conseguente proposta di ridefinizione delle aree soggette a restrizione.
Nel corso dell’incontro è stata illustrata la proposta di ridefinizione delle aree interessate dalle misure di restrizione, che il Commissario sottoporrà agli uffici competenti della Commissione europea. Si tratta, dunque, di un passaggio non ancora ufficiale, ma che impone comunque la massima attenzione e la necessità di agire con rapidità.
La preoccupazione è forte perché questa possibile rimodulazione arriverebbe a lambire territori a marcata vocazione suinicola, caratterizzati da una presenza significativa di allevamenti. Si tratta di aziende che da tempo investono in biosicurezza e mantengono la guardia altissima per proteggere gli animali, le strutture produttive e l’intera filiera. La filiera suinicola cuneese conta circa 800 aziende e quasi 900.000 capi, destinati soprattutto ai circuiti tutelati delle principali DOP italiane, tra cui il Prosciutto di Parma e il Prosciutto di San Daniele.
Nuove aree soggette a restrizione porteranno con sé limitazioni all’attività venatoria ordinaria e per questo motivo dovranno essere immediatamente intensificati gli strumenti alternativi in grado di garantire lo stesso obiettivo: ridurre in modo concreto, rapido e significativo la presenza dei cinghiali. Selecontrollo, attività mirate di depopolamento, tecnologie di monitoraggio, supporto operativo aggiuntivo e ogni mezzo utile a contenere rapidamente la popolazione di cinghiali nelle aree più sensibili.
In questo senso, è positiva l’ipotesi illustrata durante l’incontro di istituire una cosiddetta “zona franca”, esterna alla Zona 1, nella quale concentrare interventi massicci, fino quasi a una azione di eradicazione della specie. È una direzione che Coldiretti Cuneo considera corretta e necessaria per diminuire la pressione dei selvatici e contenere il rischio di ulteriore diffusione della PSA.
“Ringraziamo il Commissario Filippini per essere venuto tempestivamente a Cuneo e per aver ascoltato le preoccupazioni di un territorio che vive una fase di grande apprensione. Le imprese agricole tengono la guardia altissima sulla biosicurezza, ma le nuove positività confermano che serve un intervento immediato, deciso e straordinario. Il depopolamento dei cinghiali è oggi l’unica via concreta per ridurre il rischio sanitario e difendere il lavoro delle nostre aziende”, afferma Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo.
“La suinicoltura cuneese è un asset strategico per l’agricoltura provinciale e non può permettersi ulteriori arretramenti. Bene l’ipotesi di una zona franca esterna alla zona cuscinetto, con una forte attività di depopolamento. È questa la direzione da seguire, perché ridurre realmente e rapidamente il numero dei cinghiali è la condizione indispensabile per proteggere gli allevamenti e l’intera filiera”, aggiunge Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo.





