Riceviamo e pubblichiamo
La scelta della Giunta Cirio sui voucher scuola rappresenta un cambio di impostazione che non condividiamo e che rischia di penalizzare migliaia di famiglie piemontesi.
Mentre vengono incrementate le risorse e ampliati i requisiti di accesso ai contributi per la frequenza delle scuole paritarie, si restringe la platea di chi può ottenere il sostegno per libri di testo, trasporti, materiale didattico e attività formative, misure che riguardano prevalentemente gli studenti della scuola statale. Con le nuove regole, numerose famiglie con redditi medio-bassi rischiano di essere escluse da un aiuto fondamentale per sostenere i costi dell’istruzione. Al contrario, vengono innalzate le soglie Isee per accedere ai contributi destinati alle scuole paritarie e aumentano gli importi erogabili. Si tratta di una scelta politica precisa che modifica la natura del voucher scuola e sposta risorse dal sostegno al diritto allo studio verso il finanziamento delle rette scolastiche. Una decisione che riteniamo sbagliata e che colpisce proprio quelle famiglie che avrebbero maggiore bisogno di un aiuto concreto per affrontare le spese educative. Per queste ragioni, durante la discussione in Consiglio regionale stiamo contrastando il provvedimento con tutti gli strumenti istituzionali e regolamentari a nostra disposizione.
Abbiamo presentato proposte, avanzato richieste di modifica e stiamo conducendo una battaglia politica chiara e determinata per impedire che venga approvata una misura che aumenta le disuguaglianze e indebolisce la scuola pubblica. La scuola pubblica accoglie la grande maggioranza degli studenti piemontesi e rappresenta il principale presidio di uguaglianza, inclusione e mobilità sociale. In un momento in cui il costo della vita continua a pesare sui bilanci familiari, la priorità dovrebbe essere ampliare il sostegno per libri, trasporti, mensa e materiale didattico, non restringerlo. La battaglia che stiamo conducendo in Aula non è una questione ideologica, ma una scelta di equità. Difendiamo il principio secondo cui le risorse pubbliche devono essere utilizzate innanzitutto per garantire il diritto allo studio e per sostenere le famiglie che più ne hanno bisogno.
Continueremo a opporci a questo provvedimento fino all’ultimo passaggio della discussione consiliare, chiedendo alla maggioranza di fermarsi e di correggere una misura che rischia di lasciare indietro migliaia di studenti piemontesi e le loro famiglie.
Mauro Calderoni Consigliere regionale del Partito Democratico – Piemonte














