Prime adesioni, anche presso il Tribunale di Cuneo, per lo sciopero proclamato dall’Unione delle Camere Penali Italiane dall’8 al 12 giugno. Nella giornata di oggi, lunedì, numerosi difensori hanno aderito all’astensione dalle attività giudiziarie penali, determinando il rinvio di diverse udienze.
Al centro della mobilitazione, vi sono alcune attività di intercettazione effettuate all’interno della casa circondariale di Capanne (Perugia) e che avrebbero interessato colloqui tra difensori e assistiti, estendendosi in alcuni casi anche a professionisti estranei all’indagine originaria.
La vicenda ha assunto rapidamente rilevanza nazionale, tanto da spingere il procuratore generale di Perugia, Sergio Sottani, ad attivare i propri poteri di vigilanza e ad avviare approfondimenti interni per ricostruire nel dettaglio le modalità con cui sarebbero state effettuate le captazioni e gestito il materiale raccolto.
In un comunicato diffuso il 25 maggio scorso, la Procura Generale umbra ha precisato che sulla base delle prime verifiche svolte "non risulta alcun uso processuale di intercettazioni espletate in difetto di autorizzazioni". Lo stesso ufficio ha tuttavia aggiunto che, qualora dovesse essere accertata la presenza di intercettazioni irrituali, si procederà alla loro distruzione secondo le forme previste dal codice di procedura penale. Il procuratore generale ha inoltre evidenziato come gli accertamenti siano ancora in corso e che il quadro emerso dalle prime verifiche non apparirebbe "pienamente sovrapponibile" a quello riportato dagli organi di informazione.
Una ricostruzione che non ha tuttavia attenuato le preoccupazioni dell’avvocatura penalista. Sul caso è intervenuto anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ha disposto accertamenti ispettivi presso gli uffici giudiziari di Perugia. La decisione è arrivata dopo l’emersione della vicenda e le proteste dell’avvocatura penalista, che ha denunciato una possibile compromissione delle garanzie difensive e della riservatezza dei colloqui tra avvocato e assistito.
"Risulta che nell’ambito di un procedimento penale pendente davanti alla Procura di Perugia si siano verificati gravissimi fatti posti in violazione del diritto di difesa e del segreto professionale – afferma l'avvocato Dora Bissoni, presidente della Sezione di Cuneo della Camera Penale –. Ancor più grave è il fatto che la maggior parte delle attività di intercettazione poste in essere presso la Casa Circondariale di Perugia si siano ripetute sistematicamente e siano state estese a difensori estranei al procedimento o a qualsiasi altra indagine, oltre a essere poi depositate negli atti investigativi e rese note alle parti".
"Il fine che giustifica i mezzi non può trovare ragione quando si è di fronte ad una palese ed indiscriminata violazione dei principi fondamentali dello Stato di diritto" prosegue Bissoni. La presidente richiama quindi quanto evidenziato dall’Unione delle Camere Penali Italiane all’atto di proclamare l’astensione. "Il segreto dei colloqui tra difensore e assistito costituisce una garanzia inviolabile del diritto di difesa, riconosciuta dall’articolo 24 della Costituzione, dall’articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e dagli articoli 103 e 271 del codice di procedura penale, che sanciscono l’inutilizzabilità assoluta dei risultati delle intercettazioni eseguite in violazione di tale divieto".
Da qui la decisione dell’Unione delle Camere Penali Italiane di proclamare cinque giorni di astensione dalle attività giudiziarie penali. "A fronte di una tale inaccettabile pratica, che si auspica sia e rimanga isolata, è necessaria una compatta e decisa reazione da parte degli avvocati penalisti affinché l’opinione pubblica, la politica e tutte le istituzioni siano informate di quanto avvenuto e chi di dovere si adoperi ad adottare misure efficaci a tutela dell’inviolabilità del diritto di difesa" conclude Bissoni.
Nell’ambito della mobilitazione, martedì 9 giugno alle ore 13 si terrà a Torino, nell’Aula 74 presso i locali del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati (tribunale Bruno Caccia), l’assemblea pubblica dal titolo “Avvocati intercettati. Che cosa resta del diritto di difesa?”.
L’iniziativa, promossa dalla Camera Penale “Vittorio Chiusano” del Piemonte Occidentale e Valle d’Aosta insieme alle associazioni forensi torinesi, sarà dedicata all’approfondimento della vicenda e alle possibili iniziative a tutela delle garanzie difensive.