Attualità - 08 giugno 2026, 11:17

A Bra un presidio per la pace tra musica, incontro e partecipazione

Appuntamento venerdì 12 giugno, dalle ore 18 in via Cavour

Venerdì 12 giugno, dalle ore 18 alle 19 in via Cavour a Bra, la Rete cuneese per la Palestina promuove un presidio pubblico dedicato alla pace, alla condivisione e alla partecipazione collettiva.

L’iniziativa vuole essere non solo un momento di riflessione e sensibilizzazione sui conflitti in corso, ma anche un’occasione di incontro aperta alla cittadinanza, nella convinzione che la costruzione della pace passi attraverso la presenza, il dialogo e la partecipazione delle comunità.

Ad accompagnare il presidio saranno la musica e le danze occitane proposte dal gruppo Farandoulaires, che animerà la serata con un concerto dal vivo e momenti di ballo aperti a tutti. Un modo per trasformare la mobilitazione in uno spazio di aggregazione, convivialità e condivisione, nel quale la cultura popolare diventa strumento di incontro tra le persone.

La Rete cuneese per la Palestina continua così il proprio percorso di sensibilizzazione sul tema della pace, del disarmo e della solidarietà internazionale.

Contro le politiche di riarmo. Gli organizzatori ribadiscono la propria contrarietà alla crescente corsa agli armamenti, ritenendo che le risorse pubbliche debbano essere destinate prioritariamente a sanità, istruzione, welfare e tutela dell’ambiente. Secondo la Rete, il riarmo contribuisce ad alimentare tensioni e conflitti anziché favorire percorsi di dialogo e cooperazione.

Per un’informazione libera e pluralista. L’iniziativa vuole inoltre richiamare l’attenzione sull’importanza di un’informazione completa e pluralista, capace di raccontare le conseguenze umane delle guerre e di dare voce alle persone che vivono direttamente le situazioni di conflitto.

Per la liberazione degli attivisti della Global Sumud Land Convoy. Durante il presidio verrà anche rinnovata la richiesta di liberazione immediata di Domenico Centrone e Leonarda “Dina” Alberizia, membri della delegazione della Global Sumud Land Convoy (Gslc), attualmente trattenuti in Libia mentre tentavano di raggiungere Gaza via terra. La Rete chiede al Governo italiano di attivare ogni possibile canale diplomatico per ottenere il loro rilascio.

C. S.