Dalla gestione delle giacenze alle misure di sostegno economico, sino al funzionamento del tavolo vitivinicolo regionale e alle modifiche del disciplinare Langhe. Sono le priorità presentate da Coldiretti Cuneo durante un incontro d'urgenza tenutosi nel fine settimana con l’assessore regionale all’Agricoltura, Paolo Bongioanni, per affrontare la difficile situazione del settore.
"Riteniamo ci siano questioni prioritarie che la Regione Piemonte non può più ignorare – sottolinea Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo –. La gestione delle giacenze è un tema fondamentale: è necessario intervenire sulle eccedenze attraverso il declassamento e la compensazione economica delle partite di vino da Doc e Docg a vino bianco e rosso che non trovano sbocchi sul mercato. Questa misura consente di alleggerire le cantine in vista della prossima vendemmia, tutelando il reddito e il posizionamento delle denominazioni. Inoltre, va rivista la norma sull’origine degli spumanti per evitare di etichettare come italiano un prodotto fatto con vini esteri spumantizzati in Italia. Si tratta di un furto di identità a danno delle nostre produzioni e di un inganno per il consumatore, su cui serve intervenire già dalla campagna vendemmiale 2026".
I numeri mossi dall'associazione ricordano che, nella sola provincia di Cuneo, il comparto conta 6.500 imprese, ben 16.800 ettari di superficie vitata e una produzione che sfiora il milione di ettolitri all'anno (circa 100 milioni di bottiglie), quasi interamente tutelata dai marchi di qualità.
"All’assessore abbiamo fatto notare come sia necessario rafforzare il metodo di lavoro del tavolo vitivinicolo regionale, garantendo maggior trasparenza, condivisione e coinvolgimento, nel rispetto dei singoli consorzi di tutela – spiegano Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo –. È stato ribadito, infine, come sia opportuno approfondire la modifica del disciplinare Langhe e l’introduzione del bag-in-box, valutando con attenzione le possibili ricadute sull’immagine e sul valore della denominazione. Bisogna proteggere un comparto strategico per l’economia, la società e l'ambiente, poiché il vino è parte integrante della cultura alimentare e del modello agricolo del nostro territorio".