Non si placa l'ondata di caldo che da sabato scorso sta interessando tutta la regione, con un indice di disagio bioclimatico che Arpa Piemonte indica al massimo livello anche in provincia di Cuneo.
Il caldo anomalo riguarda sia le temperature diurne che quelle notturne, a tutte le quote, con temperature massime diffusamente sopra i 34 °C in pianura, che potranno raggiungere anche i 36-37 °C nel pomeriggio.
Lo zero termico è sopra i 4000 metri, un dato che ormai non impressiona nemmeno più. Ma che deve far riflettere. Perché è questo, assieme ai valori delle temperature minime, che non scendono sotto i 20 gradi in questi giorni, il vero elemento anomalo.
Lo zero termico medio a maggio, tra pianura e Alpi piemontesi, è normalmente tra i 2.400 – 3.000 metri, con media spesso attorno ai 2.500–2.800m, quindi ancora sotto le vette più alte (Monviso, Argentera)
Va detto che maggio è uno dei mesi più instabili: lo zero termico oscilla molto, e può passare in pochi giorni da quota “quasi invernale” a valori da piena estate alpina. Ma 4000 metri e oltre è un valore che racconta il cambiamento del clima.
Si stima che negli ultimi vent'anni lo zero termico, nelle Alpi Cuneesi, sia salito di 400/600 metri, dato coerente con il riscaldamento dell'intero arco alpino.
Non si tratta di oscillazioni casuali: il segnale è climatico, non solo meteorologico.
Lo dicono le medie ma anche i frequenti episodi estremi, come quello che stiamo vivendo in questi giorni.
Da domani, per fortuna, è previsto l'ingresso di aria più fresca in quota, determinando un aumento dell'instabilità e una graduale attenuazione delle temperature, più marcata nella giornata di venerdì.
Ma non sarà sufficiente, per ora, ad attenuare il disagio, che rimane da "zona rossa", sopra la soglia del livello 3, con conseguenze sulla salute soprattutto di bambini e anziani e dei soggetti fragili.
Il disagio è in parte dovuto all'aumento delle concentrazioni di ozono troposferico, evento favorito da alta pressione, forte soleggiamento, temperature elevate e scarsa ventilazione, quindi dalle attuali condizioni: accade soprattutto nelle ore più calde della giornata, quando la radiazione solare favorisce le reazioni chimiche tra ossidi di azoto e composti organici volatili, in particolare nelle aree urbane e nelle pianure come quella piemontese.
Ecco perché il più banale dei consigli in realtà non lo è: evitare di uscire in quelle ore. E idratarsi.