Ad Alba aumentano le richieste di aiuto, crescono le fragilità e si moltiplicano le situazioni che arrivano quotidianamente ai centri di ascolto della Caritas albese. Un fenomeno che nel 2025 ha registrato una crescita significativa, soprattutto dopo l’apertura del nuovo punto di ascolto in via Pola, nato per affiancare quello storico di piazza Monsignor Grassi.
A fare il punto è il direttore della Caritas albese, don Domenico Degiorgis, che parla di numeri ormai ben superiori alle aspettative iniziali.
“L’apertura del centro di ascolto in via Pola ha avuto una risposta oltre le aspettative”, spiega. “Abbiamo registrato un aumento molto forte delle richieste e oggi ci troviamo davanti a bisogni sempre più complessi”.
La scelta di aprire un secondo spazio nasceva proprio dalla volontà di avvicinare l’ascolto ai luoghi maggiormente frequentati e vissuti dalle persone.
“L’obiettivo è semplice: avvicinarci alle persone, costruire legami, accogliere chi chiede aiuto in un luogo che conosce e dove si sente a casa”, sottolinea don Degiorgis.
Il centro di ascolto di via Pola è oggi operativo il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 17.30 alle 19, mentre quello di piazza Monsignor Grassi resta aperto il martedì e il giovedì dalle 9 alle 11, con l’aggiunta di uno sportello su appuntamento il lunedì pomeriggio dalle 14.30 alle 16.30.
Il nuovo spazio di via Pola si è rapidamente trasformato in un punto di riferimento per problematiche molto diverse: difficoltà economiche, richieste legate ai documenti, pratiche amministrative, situazioni abitative e percorsi di accompagnamento sociale.
“Ci arrivano situazioni che vanno dalla necessità di un aiuto immediato fino a questioni burocratiche molto delicate”, osserva il direttore della Caritas. “Serve tempo, serve preparazione e serve soprattutto la capacità di ascoltare davvero le persone”.
Attorno ai nuovi spazi si sta consolidando anche una presenza stabile di religiosi e volontari.
“L’obiettivo è offrire un sostegno completo: spirituale, materiale e relazionale”, evidenzia don Degiorgis. “Le persone devono trovare volti riconoscibili e una presenza costante”.
Nel lavoro quotidiano sta assumendo un ruolo sempre più importante anche la rete costruita con altre realtà del territorio. Tra queste, l’Associazione Culturale Immigrati Alba (ACIA), coinvolta su alcune problematiche specifiche legate soprattutto all’emergenza abitativa e all’accompagnamento di persone fragili.
“C’è stata una grande disponibilità reciproca”, sottolinea il direttore della Caritas. “Con alcuni referenti dell’associazione siamo riusciti a collaborare concretamente su situazioni delicate, cercando insieme delle soluzioni”.
Per don Degiorgis il dato più evidente resta però la crescita del disagio sociale che attraversa il territorio albese.
“Non possiamo limitarci all’assistenza materiale”, conclude. “Il centro di ascolto deve diventare un luogo capace di creare relazioni, accompagnare le persone e leggere i bisogni profondi che stanno emergendo nella nostra comunità”.