/ Attualità

Attualità | 24 maggio 2026, 18:08

In migliaia a Pollenzo per Carlin Petrini, eterno sognatore:"Hai inseguito fino all’ultimo un’isola che forse non c’è, ma che vale la pena cercare" [FOTO E VIDEO]

Fondatore di Slow Food, Terra Madre, dell'associazione Laudato Sì e presidente dell’Università di Scienze Gastronomiche, ha lasciato in eredità al mondo un immenso patrimonio di umanità

Profonda commozione, all'Agenzia di Pollenzo, dove è stata allestita la camera ardente e dove stamattina si è celebrata la commemorazione laica per salutare Carlin Petrini, fondatore di Slow Food, Terra Madre e capace di intuizioni e idee che hanno rivoluzionato il panorama enogastronomico mondiale, come l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (del quale era presidente, così come dell'associazione Laudato Si).

Migliaia di persone fra amici, addetti ai lavori, autorità e delegazioni internazionali (da Svizzera, Germania, Inghilterra, Giappone e Messico) si sono infatti riunite di fronte alla sede dell’Università di Scienze Gastronomiche, tra gli alberi del celebre viale d’ingresso, per prendere parte al ricordo della scomparsa di un uomo che ha in qualche modo rivoluzionato l'umanità.

Tra le autorità presenti il sindaco di Bra Giovanni Fogliato, quello di Alba Alberto Gatto, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il senatore Giorgio Maria Bergesio, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio con l'assessore Marco Gallo, della Provincia Luca Robaldo, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, l'autore di “Striscia la notizia” Antonio Ricci, Jacopo Fo, figlio del compianto Dario e molte altre.

QUI I LORO INTERVENTI

Ad esordire con l’elogio funebre il rettore dell’Unisg Nicola Perullo: “Questo, in fondo, non è un funerale, quasi come quando l’artista Magritte con la sua opera “Questa non è una pipa’ volesse esprimere una visione e un sentimento diverso. È qualcosa di più complesso, più vivo. È una grande risonanza collettiva attorno a ciò che Carlo ci ha lasciato. Chi ha conosciuto Carlo, sa che non è riducibile a nessun campo, etichetta o settore, era l’uomo di tutte le categorie di persone, di una ‘generosità empatica’. Un faro nell’oscurità tale da rendere una struttura in rovina come quella di Pollenzo un'eccellenza. Attraeva chiunque con una trasversalità più unica che rara. “Chi semina utopia raccoglie realtà” era la sua frase perfetta per esprimere la sua essenza di seminatore, grande gastronomo, innovatore del cibo, dell’agricoltura, della produzione. Dobbiamo cogliere quest’enorme lascito che verrà sempre più alla luce. ‘Avanti tutta. Barra dritta e cuore oltre l’ostacolo’ era il suo motto di incoraggiamento.” 

Poi il pensiero di Edward Mukiibi, presidente di Slow Food che a Bra è arrivato 17 anni fa come studente dall’Uganda.

E ancora il ricordo commosso del musicista Moni Ovadia: “Credevo che Carlin sarebbe vissuto in eterno, ho dei discreti rapporti col Padre eterno, dovrei rimproverarlo per avermi preso alla sprovvista e aver accolto così presto Carlin nella sua casa. Ha unito quello che si mangia a coloro che lo producono, non si è mai affiliato a coloro che avvelenano il cibo, grandi speculatori. I grandi governatori del Mondo rispetto a lui sono degli omuncoli. Lui era un titano, un grande patrimonio umano che ci ha dato speranza e valore, al pari di Nelson Mandela e Che Guevara”.

Sono seguite le parole delle studentesse Camilla Calabrese (Italia) e Lucia Hendel (Argentina), a nome della grande comunità di studenti e alunni dell’Università di Scienze Gastronomiche sparsa in oltre 100 Stati: "Noi, studenti di Pollenzo, più forti e uniti che mai, continueremo ad andare avanti. Metteremo insieme ogni nostra energia per far espandere questo movimento in ogni angolo del mondo”.

Il vescovo di Verona Domenico Pompili: “Ho conosciuto Carlo nei giorni del terremoto di Amatrice. L'ultima volta che ci siamo incontrati è stato il 21 marzo scorso, qua a Pollenzo, con le comunità Laudato Si’ che abbiamo fondato insieme. La sua vera aspirazione non era la gola, ma l'amata terra e l'intelligenza affettiva praticata fino all'ultimo e nero su bianco, come ha dimostrato nel suo libro ‘Terra futura’ che contiene i dialoghi con Papa Francesco, che avevamo frequentato insieme. Proprio il Papa mi chiese scherzosamente cos’avessi capito nel suo piemontese della terra d’origine”.

L’attrice e amica Lella Costa arrivata da Londra, che ha rivolto in lacrime a Petrini il passo finale della poesia di Bianca Tarozzi “La rivoluzione non è un invito a cena”, con versi dedicati all’arte di stare insieme con momenti di convivialità.
"La cosa che mi mancherà di più di Carlo è il suo sguardo tagliente, ma soprattutto accogliente, che non discriminava, che non giudicava. – ha detto Costa - Carlo non giudicava, magari si incazzava anche tanto, ma non giudicava. Questo l'ha reso un compagno di vita, di strada e di viaggio meraviglioso"

Tra gli interventi anche quelli dell’amico Vincenzo Ercolino, a ricordare i 40 anni di avventure, progetti e visione e quello del presidente di “Libera” e “Gruppo Abele” don Luigi Ciotti, che ha gli dedicato questo messaggio: “Carlin ha segnato un cambiamento rivoluzionario nell'umanità. Ha difeso la sacralità del cibo e della vita in tutte le sue forme e contro tutti i suoi abusi. Non cerchiamolo nella morte e nella cenere, continuiamo a cercarlo nella vita”.

In ultimo, sempre durante l’elogio funebre, il ricordo di Luca Martinotti, alunno Unisg e collaboratore di Carlo Petrini, a nome di tutte le colleghe e i colleghi di Slow Food e dell’Unisg: “In queste ultime lunghe, lunghissime settimane, sentirti chiamare ‘Carlin’ da tua sorella Chiara, mentre ti prestava amorevolmente tutte le sue cure e le sue attenzioni, trasmetteva un senso di tenerezza ed estrema purezza. In questi ultimi giorni però, ho conosciuto la dimensione più intima di questo tuo soprannome: un affettuoso diminutivo che ti portavi dietro dalla nascita. Carlin, sei stato un eterno sognatore. Hai inseguito fino all’ultimo un’isola che forse non c’è, ma che vale la pena cercare. Ce l’hai indicata, instillando in chiunque sia venuto in contatto con te quella voglia di continuare a credere in un mondo migliore: più buono, pulito e giusto”.
 

Cristiano Sabre

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MAGGIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium