Cronaca - 23 maggio 2026, 15:01

Scritte no vax su scuole e ospedale, a processo la presunta “guerriera ViVi”

La Digos in aula: “Gruppo organizzato e gerarchico, nelle chat prove da superare e possibili ricompense per gli imbrattamenti”. La difesa contesta l’identificazione dell’autrice delle scritte

Immagine di repertorio

È iniziato il processo a carico di B.B., accusata di essere l'imbrattatrice delle scritte nell’estate 2022 su edifici pubblici e muri della città, con slogan no vax e simboli riconducibili al movimento “ViVi”. Nell’ultima udienza sono stati sentiti diversi agenti della Digos e una residente di Confreria che aveva segnalato una delle scritte.

Secondo quanto riferito da un ispettore, le prime segnalazioni risalgono al luglio 2022, quando comparvero scritte sull’ex stabilimento Stievani di via Roncata. Il 16 luglio nuovi imbrattamenti vennero invece trovati in via Bongiovanni, vicino al centro per l’impiego e a una scuola primaria. In assenza di telecamere nella zona, gli investigatori concentrarono l’attenzione sul viadotto Soleri, dotato invece di videosorveglianza.

Dalle immagini, ha riferito il testimone, sarebbe stata individuata una donna tracciare con un pennarello rosso il simbolo “ViVi”, già segnalata in precedenza per l’affissione di adesivi no vax sulla caserma di corso Soleri. Durante la successiva perquisizione nell’abitazione dell’imputata, gli agenti le avevano questrato il cellulare, un tablet e una busta contenente una parrucca bionda, una cuffia da piscina e una maschera di “V per Vendetta”.

L’ispettore in aula ha parlato di una struttura “gerarchicamente organizzata”, descrivendo il gruppo “ViVi” come un movimento negazionista del Covid che reclutava adepti tramite chat Telegram. Secondo la ricostruzione investigativa, gli affiliati dovevabo superare prove prima di diventare “guerrieri” e venivano incentivate azioni dimostrative non violente, come gli imbrattamenti di edifici pubblici: nelle chat, poi, si sarebbe parlato di possibili premi in denaro per chi compiva più azioni.

In aula è stata sentita anche una residente di Confreria che ha raccontato di avere visto all’alba del 31 luglio scritte rosse davanti alla scuola elementare del quartiere, tra cui la frase “il vax uccide” accompagnata dal simbolo della doppia V.  

Un secondo agente della Digos ha ricostruito l’attività investigativa partita dalle prime segnalazioni di una donna vista scrivere con un pennarello rosso sui pali della luce nella zona di Cerialdo. Gli investigatori acquisirono le immagini delle telecamere e seguirono gli spostamenti della persona ripresa mentre si avvicinava ai pali dell’illuminazione pubblica per disegnare il simbolo della doppia V cerchiata, fotografando poi il risultato con un dispositivo elettronico. Secondo quanto riferito dal testimne, gli imbrattamenti avrebbero interessato numerosi punti della città: l’ex stabilimento Stievani, via Basse Stura, una cappella, muri di contenimento, fino all’ospedale Carle e proprio la scuola elementare di Confreria.

Dall’analisi delle chat Telegram sequestrate, B.B. avrebbe iniziato a seguire il gruppo nell’aprile 2021, definendosi in alcuni messaggi una “guerriera ViVi” e d'accordo a partecipare alle “azioni non violente”. In un messaggio dell’8 luglio avrebbe inoltre fatto riferimento alla presenza di “un piccolo guerriero”, circostanza che gli investigatori avevao collegato a uno dei figli. Nei giorni scorsi, è stato condannato un altro uomo del gruppo "Vivi" acusato di aver imbrattato l'hub vaccinale del Movicentro di Cuneo e il Comune di Busca con scritte no vax (LEGGI QUI). 

Nel controesame, la difesa ha insistito sull’identificazione dell’autrice delle scritte, facendo notare come nei video non si vedrebbe direttamente la donna mentre imbratta. Il testimone ha confermato che in alcuni filmati si sente la voce dell’imputata e del figlio, ma ha ammesso che non è possibile escludere che la persona ripresa stesse semplicemente fotografando scritte già presenti.

L’udienza è statarinviata al 15 settembre per la conclusione dell’istruttoria e l’esame dell’imputata.

CharB.