Continuano ad arrivare tantissimi messaggi dopo la notizia nella mattinata di ieri, venerdì 22 maggio, della morte di Carlo Petrini, fondatore e grande visionario della Comunità Slow Food.
Sono parole di cordoglio e d’affetto, verso uomo che ha saputo davvero lasciare un segno profondo nel cuore di moltissime persone, primi fra tutti quelli chi lo hanno conosciuto. Di lui le intuizioni, i progetti e la visione hanno ne mostrato la straordinaria capacità. E poi la simpatia, la grande umanità.
Colmo di riconoscenza è il ricordo che ci giunge da parte del Club Tenco. Sono parole che ripercorrono il tempo, i momenti vissuti, raccontando di emozioni ma soprattutto di quel prezioso, ieri come oggi e nel futuro, mai smettere di custodire:
“Per noi tutti del Club Tenco era Carlin di Bra. Un amico, un grande amico che, a pieno titolo, è entrato a far parte della storia del Tenco. Impossibile sintetizzare l’apporto di idee e iniziative di cui il Club gli è debitore.
Ci era arrivato, già negli anni ’70, accompagnato dal suo amico Francesco Guccini al quale aveva spudoratamente dichiarato di essere stato il fondatore della prima radio libera: Radio Bra Onde Rosse.
Da subito, assieme agli amici Azio Citi e Giovanni Ravinale, si prestò al ruolo di animatore del “dopo Tenco”. Con i suoi sodali - l’improvvisato Trio di Bra – dava vita a sketch e gag nei quali si burlavano dell’universo intero. Sacro e profano compresi.
Si inventò ‘I madrigalisti di Oltre Tanaro’: un gruppo folclorico-musicale che, durante la Rassegna della Canzone nel 1990 e 1991, si esibì sul palco del teatro Ariston. Trasformò, con la sua carica dissacrante, l’infermeria del teatro in un locale dove, invece dei medicinali, venivano distribuiti vini di pregio e si organizzavano micidiali scherzi ai danni degli sprovveduti avventori. Ma, al di là dell’immediato temperamento goliardico, si appassionò subito alla vita e ai problemi del Club.
Ci parlò, lui per primo, di Gianmaria Testa. Nel 1980, ci portò le Gemelle Nete: un duo di attempate signorine, musiciste autodidatte che, accompagnandosi con banjo e chitarra, giravano per le Langhe rallegrando con il loro repertorio popolare matrimoni e ricorrenze varie. Suoi scritti sono presenti in molte nostre pubblicazioni.
Sempre attento ai nostri convegni e dibattiti, nelle lunghe discussioni notturne nacque, da lui, l’idea del movimento Arci Gola – Slow Food. A celebrare la sua acribia nel ‘coinvolgere cantautori e operatori musicali nella promozione delle sue iniziative offrendo alla canzone occasioni di confronto in territori per lei inesplorati’, nel 2018 lo abbiano insignito del Premio Tenco all’operatore culturale, consegnatogli dal suo amico Sergio Staino.
Carlin di Bra, più di altri, ha interpretato e incarnato il motto del Club Tenco: ‘la vita, amico, è l’arte dell’incontro’. Sit illi terra levis.”