Attualità - 18 maggio 2026, 19:50

Alba, il teatro piemontese diventa solidarietà: alla Moretta in scena “N’aptit da sonador”

Venerdì 22 maggio la compagnia “Il Nostro Teatro di Sinio” porterà sul palco la commedia in lingua piemontese ideata da Oscar Barile. Le offerte raccolte saranno destinate all’associazione “L’abbraccio di Don Orione”

In scena la compagnia “Il Nostro Teatro di Sinio

Una serata di teatro dialettale che prova a tenere insieme tradizione, comunità e solidarietà. Venerdì 22 maggio alle ore 21 il Teatro Moretta di Alba ospiterà lo spettacolo “N’aptit da sonador”, due atti in lingua piemontese ideati da Oscar Barile e portati in scena dalla compagnia “Il Nostro Teatro di Sinio APS”.

Accanto alla dimensione teatrale, l’appuntamento avrà anche una finalità benefica: durante la serata saranno raccolte offerte a sostegno dell’associazione “L’abbraccio di Don Orione”, realtà nata a Genova nel 2006 con l’obiettivo di sostenere l’accoglienza di neonati e madri in situazioni di fragilità.

Lo spettacolo sarà arricchito anche dal contributo di “Abitare… la tavola piemontese” di Paolo Tibaldi, all’interno di una proposta che intreccia lingua piemontese, memoria popolare e vita quotidiana.

La regia è firmata da Oscar Barile, mentre sul palco saliranno gli attori della compagnia di Sinio. Collaboratore tecnico e alla scenografia sarà Marco Dalmasso, con costumi realizzati dalla sartoria della compagnia insieme a Piera Lusso.

L’iniziativa si inserisce nel solco di un teatro popolare che continua a mantenere un forte radicamento territoriale, soprattutto nelle Langhe, dove le compagnie dialettali rappresentano ancora oggi uno spazio di aggregazione culturale e sociale.

Accanto all’aspetto artistico, la serata porterà attenzione anche all’attività de “L’abbraccio di Don Orione”, organizzazione che opera nel sostegno alla maternità e all’accoglienza di minori e famiglie in difficoltà.

L’associazione nasce infatti dall’esigenza di creare una rete di supporto per neonati e madri fragili, in un contesto sociale reso più complesso dall’aumento delle situazioni di vulnerabilità e delle gravidanze a rischio.

Nel presentare la propria missione, l’organizzazione richiama una frase di Don Orione che sintetizza il senso dell’opera: “A chi chiede un sorriso non viene chiesto se abbia una fede o un nome, ma se abbia un dolore”.

d.v.