Il futuro del servizio 118 sul territorio albese torna al centro del dibattito politico cittadino. Dopo l’interrogazione discussa nelle scorse settimane dal consigliere Ali Draichi, anche il capogruppo della Lega Lorenzo Barbero ha presentato una nuova interrogazione scritta in merito alla possibile riorganizzazione del sistema di emergenza-urgenza dell’ASL CN2 e alla presenza del medico a bordo dei mezzi di soccorso avanzato.
Nel documento, Barbero richiama le caratteristiche del territorio albese — esteso, collinare e composto da numerosi Comuni distanti dai principali presìdi ospedalieri — sottolineando il ruolo strategico delle automediche e dei mezzi di soccorso avanzato.
Nella risposta ufficiale firmata dal sindaco Alberto Gatto, l’Amministrazione conferma di essere venuta a conoscenza “nei giorni scorsi” di una possibile riorganizzazione del servizio attraverso canali informali, precisando però che “non è succeduta alcuna comunicazione ufficiale da parte della Regione Piemonte o di Azienda Zero in merito a una modifica dell’attuale assetto del servizio”.
Riduzione dei medici e copertura territoriale
Secondo quanto riportato nella nota del Comune, la riorganizzazione ipotizzata comporterebbe “una significativa riduzione della presenza di personale medico sui mezzi di soccorso avanzato”, con il passaggio dagli attuali tre presìdi — due ad Alba e uno a Bra — a una copertura ridotta con un solo medico disponibile di giorno sull’intero territorio e una presenza notturna su Alba.
Una prospettiva che il sindaco giudica critica per il territorio dell’ASL CN2. Nella risposta si legge infatti che “la medicina d’urgenza rappresenti una priorità assoluta” e che l’attuale livello di servizio costituisca “un equilibrio adeguato rispetto alle caratteristiche del territorio”.
Il confronto con Regione e Azienda Zero
Viene inoltre evidenziato come il Comune di Alba si sia attivato insieme al Comune di Bra e alla presidente della Conferenza dei sindaci dell’ASL CN2, inviando una comunicazione formale ad Azienda Zero e ai vertici regionali per chiedere il mantenimento dell’attuale assetto del servizio.
La questione è stata affrontata anche durante un incontro istituzionale ad Asti il 6 maggio, nel quale è stato illustrato il nuovo modello organizzativo del sistema 118, basato su un maggiore utilizzo dell’auto medica, dell’elisoccorso e sull’integrazione delle ambulanze avanzate con personale infermieristico. Nel documento il sindaco evidenzia come i primi cittadini abbiano ribadito le criticità specifiche del territorio dell’ASL CN2, caratterizzato da aree interne e tempi di percorrenza più lunghi. È stata quindi richiesta “una valutazione più approfondita della riorganizzazione su base regionale” e, nel frattempo, sarebbe stata ottenuta “la sospensione dell’eventuale riorganizzazione del servizio fino al completamento degli approfondimenti necessari”. La posizione dell’Amministrazione, conclude Gatto, “resta chiara: mantenere l’attuale organizzazione del servizio, ritenuta adeguata rispetto alle esigenze del territorio”.
“Serve una soluzione stabile”
Pur dichiarandosi soddisfatto della risposta ricevuta, Lorenzo Barbero invita però a non considerare chiusa la questione. “Ci possiamo ritenere momentaneamente soddisfatti della risposta che è arrivata dalla Regione quando è stato affrontato il tema della riorganizzazione del servizio di automedica e dell’ambulanza con il medico a bordo”, osserva il consigliere.
Barbero sottolinea però che “questa non può essere la soluzione definitiva” e chiede che si arrivi a una scelta stabile in grado di garantire una copertura adeguata del territorio attraverso la presenza delle basi con medico. “Sono fondamentali per un territorio come il nostro, che è molto esteso e con tanti Comuni distanti dagli ospedali. Avere presìdi con il medico a bordo può permettere di arrivare tempestivamente sugli interventi più urgenti, quando magari si può salvare una vita”, aggiunge. Da qui l’auspicio che possa proseguire il confronto tra Regione, Azienda Zero e Comuni per preservare l’attuale assetto o comunque mantenere un livello di servizio adeguato alle esigenze del territorio albese.