Curiosità - 11 maggio 2026, 12:46

La “Bra che fu” presto visibile on line

Grazie al contributo del Ministero della Cultura si porterà a termine il progetto di digitalizzazione dell’archivio fotografico “Studio Bruno Risso”

Grazie ad un contributo di oltre 50.000 euro concesso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, il progetto di digitalizzazione dell’archivio fotografico “Studio Bruno Risso” verrà portato a compimento.

Si tratta di un archivio con circa 30 mila scatti (oltre a varia attrezzatura storica) prodotti durante i 50 anni d’attività dal fotografo Bruno Risso, che aveva il suo studio in via Cavour, oltre che dai suoi predecessori Beppe Rainero, Giovanni Novara e Carlo Novara.

Nel dettaglio, l’archivio conta circa 25.000 lastre fotografiche su vetro tutte raffiguranti delle persone, tanto da costituire un grande “albero genealogico” della città che permetterebbe anche alle nuove generazioni di recuperare i volti di lontani parenti. Le immagini sono accompagnate da minuziosi registri manoscritti che indicano con precisione quando e chi è stato ritratto. A questi si aggiungono circa 700 stampe ai sali d’argento e circa 5 mila negativi su pellicola che rappresentano vari soggetti tra cui vedute di Bra e dintorni, fotografie di gruppo (feste di leva, gruppi di contadini), eventi, architetture, ritratti. Da un punto di vista cronologico, l’archivio comprende fotografie risalenti tra i primi del Novecento e gli anni ’80.

L’archivio fotografico “Studio Bruno Risso” è oggetto da 6 anni di un intervento di recupero, conservazione e digitalizzazione da parte del dott. Giancarlo Volpi, del fotografo Bruno Risso e del Comune di Bra. L’archivio è stato ordinato e digitalizzato in parte. Inoltre, è stata allestita una sala dedicata a questo archivio presso la Casa dei braidesi ospitata all’interno della Zizzola.

Tramite il finanziamento, concesso mediante il bando “Strategia Fotografia 2025”, si procederà non solo alla digitalizzazione ma anche alla creazione di un apposito database on-line ospitato sul sito www.museidibra.it, che risulterà liberamente accessibile a tutti. Inoltre, si potenzierà l’allestimento museale realizzato all’interno della Zizzola mediante l’esposizione temporanea di parte dell’attrezzatura storica e delle stampe originali. In programma anche la realizzazione di un documentario che racconterà l’archivio e come questo è stato recuperato.

L’intero progetto terminerà entro il 2026.

cs