Farinél - 10 maggio 2026, 16:03

FARINÉL / Coi produttori langhetti in Canada per il futuro del settore enologico

Oltre 170 le cantine aderenti al Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani in partenza tra oggi e domani alla volta del "BBWO Barolo and Barbaresco World Opening" di Toronto, in programma martedì 12 maggio. Della delegazione farà parte anche il nostro Farinél

Oltre 170 produttori di Barolo e Barbaresco voleranno tra oggi e domani alla volta di Toronto dove martedì 12 maggio è in programma il Barolo and Barbaresco World Opening, l’evento di presentazione dei nostri grandi rossi più importante del mondo.

Dopo Austin, in Texas, e la Cina quest’anno toccherà a Toronto e al Canada ospitare l’evento organizzato dal Consorzio di tutela del Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani.

Personalmente avrò l’onore di partecipare a questa “spedizione” con l’obiettivo di consolidare la presenza dei nostri vini su un mercato di primo piano come quello nordamericano con l’ambizione di superare gli effetti dei dazi imposti da Trump.

Non è sicuramente un periodo di rose e fiori per il settore enologico italiano e piemontese, stretto nella morsa delle guerre in Medio Oriente, impegnato a fronteggiare gli effetti dei cambiamenti climatici che stanno riportando gli oliveti sulle colline di Langa e Roero e costretto a contrastare un calo di consumi lento ma costante.

Il report Cantina Italia, curato dall'Ispettorato Centrale Repressione Frodi del Ministero dell'Agricoltura e della Sovranità Alimentare certifica che l’Italia ha in stock tre milioni di ettolitri di vino in più rispetto a un anno fa. Vale a dire un incremento del 5,7%. Al 31 marzo 2026, negli stabilimenti enologici italiani c’erano 55,9 milioni di ettolitri di vino, a cui si aggiungono 5,3 milioni di ettolitri di mosti e 165.263 ettolitri di vino nuovo ancora in fermentazione (Vnaif). 

Rispetto a un anno fa, le giacenze crescono per vini (+5,7%), mosti (+32,4%) e Vnaif (+8,3%).

L’incremento del 5,7% delle giacenze su base annua è determinato da un aumento di tutte le voci contenute nel report di Cantina Italia: vini Dop (+3,7%, coi soli rosati a -2,5%), vini Igp (+7,3%), vini da tavola (+7,9%), varietali (+24,5%) e mosti (+32,4%, da 4 a 5,3 milioni di ettolitri). Su base mensile, il decremento dei quantitativi è contenuto per tutte le categorie entro il 5 per cento.

Veneto (25,7%), Puglia (11,2%), Toscana (10,9%), Emilia-Romagna (10,3%), Piemonte (7,8%), Sicilia (6,4%) e Abruzzo (6%) sono le regioni in cui si concentra la maggior parte del vino italiano in stock a marzo 2026.

Ci sono, insomma, dei distinguo e i nostri vini reggono sicuramente meglio di molti altri, ma è necessario tracciare sempre di più una via di Langhe e Roero e più in generale del Piemonte promuovendo un vino unico e profondamente piemontese come il Nebbiolo e, a cascata, tutti gli altri vini del nostro territorio.

Nonostante le difficoltà i produttori langhetti si approcciano a questa trasferta con grande entusiasmo e grande voglia di raccontare agli stakeholders canadesi le peculiarità e le unicità dei nostri grandi vini.

Sarà proprio questo, penso, nei prossimi anni, a fare la differenza: lo storytelling che sapremo creare intorno ai nostri nettari, come li sapremo comunicare e raccontare in un mercato globale sotto costante attacco.

In un mercato di questo tipo rimane solo chi è unico, chi ha una storia non replicabile, tutti gli altri sono destinati a perdere quote di mercato.

Proprio per questo Radio Alba e il gruppo Morenews hanno dato vita a un grande progetto per raccontare le grandi storie di Langa e Roero e più in generale del Cuneese e sempre per questo motivo Radio Alba sta avviando un video podcast dall’alto profilo divulgativo per parlare del mondo del vino oltre le etichette.

La qualità va ricercata, ma poi deve essere comunicata nel modo giusto, in caso contrario rimane confinata a nicchie di mercato.

Tutti insieme è possibile trovare una via per andare oltre al periodo, partendo dalle Langhe e dal Roero, passando per Toronto per arrivare a tutto il pianeta.

Marcello Pasquero