Politica - 08 maggio 2026, 16:52

Sacchetto (Fdi): “No allarmismi su riforma tecnici”

“Collega scuola e imprese, supera pregiudizi anacronistici sui percorsi professionali. Intervento strategico per rafforzare il legame tra scuola e sistema produttivo, va superata l’idea degli istituti tecnici come scuole di serie B"

Appaiono eccessive e fuori luogo le dichiarazioni allarmistiche espresse dall’Onorevole Chiara Gribaudo in merito alla riforma degli Istituti tecnici. Condivido pienamente il principio secondo cui la scuola debba anzitutto formare cittadini consapevoli; tuttavia, non possiamo ignorare come da anni il sistema produttivo italiano chieda una connessione più solida ed efficace tra il mondo dell’istruzione e quello del lavoro. La riforma proposta dal Governo va esattamente in questa direzione”. Così il Consigliere regionale Claudio Sacchetto interviene nel dibattito relativo alla riforma degli Istituti tecnici, la cui entrata in vigore è prevista a partire dall’anno scolastico 2026-2027 e interesserà esclusivamente le nuove classi prime.

“Offrire agli studenti, nel pieno rispetto dell’autonomia scolastica, maggiori opportunità occupazionali al termine del percorso di studi non significa promuovere una ‘deriva aziendalista’, bensì dimostrare attenzione concreta verso il sistema economico nazionale e verso le prospettive di sviluppo del Paese”, prosegue Sacchetto.

Il provvedimento punta infatti a rafforzare il rapporto tra formazione e mondo produttivo territoriale, introducendo un approccio maggiormente interdisciplinare e orientato alle competenze richieste dal mercato del lavoro contemporaneo.

“In Italia permane ancora una visione culturale che tende a considerare gli istituti tecnici e professionali come percorsi di livello inferiore rispetto ai licei tradizionali. Si tratta di un pregiudizio ormai anacronistico, che non rispecchia né le esigenze dell’economia moderna né il valore strategico della manifattura italiana”, sottolinea il consigliere regionale.

Sacchetto richiama inoltre le recenti dichiarazioni del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, il quale ha evidenziato la necessità di superare la distinzione culturale tra licei e istituti tecnici e professionali, riconoscendo pari dignità ai diversi percorsi formativi.

“Il settore manifatturiero rappresenta uno dei pilastri della competitività italiana: grazie ad esso il nostro Paese è divenuto la seconda potenza manifatturiera europea e il quarto esportatore mondiale. Il lavoro manuale e le professioni tecniche richiedono oggi competenze scientifiche, tecnologiche e specialistiche sempre più avanzate. Una scuola capace di dialogare con il tessuto produttivo non impoverisce la formazione culturale degli studenti, ma al contrario ne amplia le opportunità e ne valorizza il talento. Questa non è una deriva aziendalista, bensì una scelta di lungimiranza”, conclude Sacchetto.

Nel corso della cerimonia di premiazione del “Maestro del Made in Italy”, svoltasi nei giorni scorsi a Roma, il Ministro Valditara ha inoltre osservato come “non abbia più senso una rigida distinzione tra licei e istituti tecnici”, richiamando una concezione ampia e moderna del sapere, capace di integrare formazione umanistica, scientifica e tecnica, e ribadendo la necessità di valorizzare percorsi scolastici ancora troppo spesso considerati, erroneamente, di serie B.