Si è svolta martedì 5 maggio in Consiglio regionale l’informativa dell’assessore alla Sanità Federico Riboldi sullo stato del sistema sanitario piemontese. Un’occasione, secondo il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Claudio Sacchetto, per fare chiarezza sui conti e sulle prospettive del settore.
“La relazione dell’assessore – afferma Sacchetto – ha consentito di superare letture parziali e talvolta tendenziose, delineando con precisione le linee guida che hanno orientato l’azione della Giunta negli ultimi anni”.
Sul piano finanziario, il fabbisogno aggiornato per il Piemonte è pari a 209 milioni di euro, a seguito di decisioni assunte a livello nazionale che hanno imposto ulteriori accantonamenti legati ai meccanismi di payback. Un dato che, tuttavia, non compromette la stabilità complessiva del sistema.
“Il Piemonte – sottolinea Sacchetto – resta all’interno di una gestione ordinaria, in un contesto di difficoltà che riguarda gran parte delle regioni italiane”.
Tra i nodi principali resta quello delle liste d’attesa, aggravato negli ultimi anni anche dall’impatto della pandemia. La Regione ha stanziato ulteriori 5 milioni di euro e potenziato l’offerta di prestazioni nei fine settimana, nei giorni festivi e nelle fasce serali, con oltre 250mila prestazioni erogate nell’ultimo anno. Un impegno che proseguirà anche nel 2026, anche attraverso il ricorso a prestazioni aggiuntive per garantire continuità assistenziale e risposte più rapide ai cittadini.
Sul fronte del personale sanitario, il Piemonte registra un’incidenza della spesa superiore di circa tre punti percentuali rispetto alla media nazionale. Tra il 2019 e il 2025 il costo è aumentato di 534 milioni di euro, anche in virtù di oltre 4.200 assunzioni aggiuntive e degli adeguamenti contrattuali. Parallelamente, le operazioni di internalizzazione hanno riportato nel sistema pubblico 994 lavoratori, generando un risparmio annuo stimato in circa 28 milioni di euro.
“I numeri dimostrano un investimento consapevole – prosegue Sacchetto – finalizzato a rafforzare i servizi e la capacità di risposta del sistema sanitario”.
Nel 2025 le prestazioni erogate hanno raggiunto quota 2,2 milioni, in crescita rispetto agli 1,96 milioni del 2023 e superiori anche ai livelli pre-pandemia del 2019. Il fabbisogno aggiuntivo, ribadisce la Regione, si traduce in maggiori servizi e in un miglioramento complessivo dell’offerta sanitaria.
Accanto agli investimenti, prosegue anche il lavoro di razionalizzazione della spesa, con una riduzione significativa dei costi improduttivi: calano del 30% il ricorso ai cosiddetti “gettonisti”, gli affitti passivi e alcune voci legate all’energia, con ulteriori margini di miglioramento previsti nel triennio. Il Piemonte registra inoltre una spesa per acquisti sanitari inferiore alla media nazionale.
Tra le principali riforme in corso figurano l’approvazione, dopo circa vent’anni, del nuovo Piano sociosanitario regionale e la realizzazione del nuovo CUP regionale, che entrerà progressivamente in funzione dal gennaio 2027 con l’obiettivo di rendere il sistema più integrato, trasparente e accessibile.
Infine, sul fronte degli investimenti strutturali, la Regione punta anche sull’utilizzo di fondi INAIL per gli ospedali di Alessandria e Cuneo, con un risparmio stimato di circa 20 milioni di euro l’anno per ciascuna struttura nei prossimi trent’anni, oltre al contributo dei fondi FSC.
“Il pareggio di bilancio si può perseguire in molti modi – conclude Sacchetto – ma la scelta è stata quella di non ridurre i servizi, bensì di rafforzare una sanità pubblica e universale”.