Politica - 05 maggio 2026, 19:02

Calderoni sulla riorganizzazione del 118: "La risposta dell’assessore Federico Riboldi non è soddisfacente"

Il consigliere regionale del PD aggiunge: "La riorganizzazione dei servizi sanitari non può tradursi in un arretramento dei livelli di tutela, in particolare nelle aree interne e montane"

Il consigliere regionale del Pd Mauro Calderoni commenta l'esito dell'interrogazione in Consiglio regionale di oggi sul servizio di emergenza-urgenza 118.

In data odierna è stata depositata un’interrogazione urgente alla Giunta regionale in merito alla prospettata riorganizzazione del servizio di emergenza-urgenza 118 nei territori di Alba, Bra, Valle Tanaro e Valle Po.

Secondo quanto emerso da fonti di stampa e dalle segnalazioni degli amministratori locali, le modifiche in corso comporterebbero una significativa riduzione della presenza medica sui mezzi di soccorso, con possibili ricadute sulla qualità e sulla tempestività degli interventi.

Le ipotesi in campo destano forte preoccupazione. Nei distretti di Alba e Bra, che servono oltre 160 mila abitanti in un’area vasta e complessa, si profilerebbe una sola automedica diurna, alternata tra i due territori. Nel presidio di Garessio, punto di riferimento per la Valle Tanaro, dal 1° maggio risulterebbe soppressa la presenza del medico nei fine settimana e nei festivi, sostituita da personale infermieristico. Analoga riorganizzazione risulterebbe inoltre attivata anche in Valle Po.

Si tratta di territori con caratteristiche peculiari: distanze rilevanti, viabilità complessa, popolazione anziana e fragile, nonché una presenza significativa di strutture residenziali. In Valle Tanaro, in particolare, i tempi di percorrenza possono superare l’ora per raggiungere il presidio ospedaliero più vicino.

Ridurre la presenza medica proprio in questi contesti, e per di più nei periodi di maggiore afflusso turistico, rischia di incidere negativamente sull’efficacia del servizio. Le amministrazioni locali hanno già espresso forte contrarietà, segnalando il rischio di un peggioramento dell’assistenza e lamentando l’assenza di un confronto preventivo con i territori.

La medicina d’urgenza territoriale rappresenta un livello essenziale di assistenza: deve garantire standard adeguati e omogenei, tenendo conto delle specificità orografiche e demografiche. Per queste ragioni è stato chiesto alla Giunta di chiarire se intenda confermare o smentire queste scelte e quali iniziative urgenti intenda adottare per garantire sicurezza e adeguata copertura del servizio.

La risposta dell’assessore Federico Riboldi non è stata ritenuta soddisfacente. Secondo quanto riferito, non si tratterebbe di un taglio ma di una riorganizzazione: il medico verrebbe infatti collocato su automedica con base a Ceva e a Verduno, con l’obiettivo di garantire maggiore flessibilità negli interventi. Una scelta che, nelle intenzioni della Giunta, renderebbe il servizio più efficace, tempestivo e moderno, valorizzando anche il ruolo del personale infermieristico specializzato.

Non condividiamo questa modalità di azione. È necessario fare chiarezza rapidamente e, soprattutto, avviare un confronto serio con i sindaci e le comunità locali. La riorganizzazione dei servizi sanitari non può tradursi in un arretramento dei livelli di tutela, in particolare nelle aree interne e montane.