Gusto e Gusti - 04 maggio 2026, 06:00

Il Ruchè “Vigna del Parroco” di Luca Ferraris: l’eredità di Don Cauda nel futuro del Monferrato

Dal recupero dei primi filari negli anni '60 alla visione globale di Luca Ferraris: storia della "Vigna del Parroco", il vino nel quale un vitigno salvato dall'oblio riesce a dare il meglio di sé

Quasi tutti i vini hanno dietro una storia, ma assai di meno sono quelli che ne hanno una “dentro”. Ed uno di questi casi è rappresentato proprio dalla “Vigna del Parroco” che si porta dentro la storia stessa del Ruchè. Questo fazzoletto di terra non è solo un vigneto, ma un testamento vivente passato dalle mani di un prete visionario a quelle di Luca Ferraris, che dal 2016 ne è diventato il custode. Muoversi tra questi filari significa inoltrarsi nel DNA stesso di una denominazione; qui l’eredità non è fatta di carte, ma di piante che continuano a produrre un vino unico. Luca Ferraris ha raccolto questa responsabilità, rilanciando un’etichetta divenuta simbolo di un intero territorio che ha saputo riscoprire la propria identità più autentica: “Vigna del Parroco” appunto.

Don Cauda: il parroco che inventò il Ruchè

La rinascita del Ruchè si deve a un uomo che divideva il suo tempo tra l'altare e il trattore. Don Giacomo Cauda, arrivato a Castagnole nel 1964, nel trovarsi davanti delle vigne abbandonate intuì il potenziale di quell'uva che profumava di rosa. E nel paese si continua a raccontare di come ci fossero momenti dell’anno in cui il don finiva le celebrazioni di corsa, per andare a lavorare in vigna, convinto che quel lavoro fosse un modo per onorare il Creatore mediante il creato. Nonostante lo scetticismo iniziale con cui i suoi parrocchiani accolsero la sua idea di rilanciare quell’antico vigneto, don Cauda non cedette: e la sua tenacia riuscì a creare un vino la cui resa economica riuscì comunque a finanziare le opere parrocchiali, vedendo restaurata la canonica e costruito l’oratorio. Un modo forse per tenere insieme, ridando dignità a una terra povera con un vitigno ritenuto di nessun conto, alla sua missione di parroco e alla sua passione per la terra. 

Il sapore della memoria

Il Ruchè "Vigna del Parroco" resta il sorso da cui tutto è cominciato quando don Cauda decise, per la prima volta, di vinificare questo vino in purezza. Oggi, gustare questo vino significa ritrovare la stessa emozione che dovette brillare nei suoi occhi mentre offriva a parrocchiani e ospiti quello che lui, a dispetto di tutti, riteneva un tesoro le cui potenzialità chi gli stava intorno non riusciva a scorgere. E il “Vigna del Parroco” oggi lascia trasparire sia al naso che al palato proprio questa ricchezza. Non però in termini di potenza, ma di estrema finezza: dritto, fresco, capace di raccontare il suolo di Castagnole con una pulizia che sa di antico. E l’impressione è quella di trovarsi di fronte a una testimonianza – insolitamente liquida – di una scommessa vinta contro il tempo e di una capacità di riscossa di un territorio dove la povertà ha saputo trovare una strada per fare di un vitigno quasi disprezzato una carta da giocare con successo.

Luca Ferraris: la svolta internazionale

Se don Cauda ha salvato il seme, Luca Ferraris ha permesso al Ruchè di fiorire. Entrato in azienda nel 1999, ha impresso una svolta qualitativa radicale allo sguardo con cui il territorio guardava al suo vino. Non solo è passato dalle damigiane alle bottiglie, ma ha anche avviato una sperimentazione che, ormai protrattasi per oltre vent’anni, ha saputo declinare il vitigno in diverse sfumature: dal "Clàsic", che profuma di tradizione e balsamicità, fino a “Opera Prima”, riserva capaci di mostrare come questo vino risulti capace – come in una degustazione guidata ha efficacemente spiegato Gianni Fabrizio – di durare nel tempo e dare risultati del tutto inaspettati

Ed è questa passione di Luca Ferraris per il Ruchè, tanto convinta da farla credere come ereditata da don Cauda insieme alla “Vigna del Parroco”, ad averlo trasformato nel portabandiera di un territorio ormai divenuto un vero e proprio “distretto del Ruchè”. Nel quale, grazie anche a uno specifico Museo e a un Wine Club voluti da Luca e dedicati proprio a questo vino, l’etichetta “Vigna del Parroco” continua a raccontare di come il sogno di un uomo possa cambiare la fisionomia di una terra.

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Azienda: Ferraris Agricola

Indirizzo: Località Rivi 7, SP 14 - Castagnole Monferrato (AT)

Sito Web: www.ferrarisagricola.com 

Piergiuseppe Bernardi