Attualità - 30 aprile 2026, 06:08

Dalla Granda a Trieste per custodire la memoria: Angelica Pizzillo tra i 50 giovani delegati italiani

La giovane fossanese selezionata dall’Agenzia Italiana per la Gioventù per un viaggio istituzionale nei luoghi simbolo delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata

La fossanese Angelica Pizzillo , tra i 50 giovani delegati scelti per il progetto

Da Fossano ai luoghi della memoria del confine orientale italiano, in un percorso di conoscenza storica e riflessione civile pensato per le nuove generazioni.

C’è anche la fossanese Angelica Pizzillo tra i 50 giovani delegati provenienti da tutta Italia selezionati per partecipare a un progetto promosso dall’Agenzia Italiana per la Gioventù, nell’ambito delle attività istituzionali dell’ente e in attuazione delle priorità indicate dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, in collaborazione con il Consiglio nazionale dei giovani.

L’iniziativa, propedeutica al futuro “Viaggio del Ricordo”, ha portato i partecipanti tra Trieste e Gorizia, nei luoghi simbolo della memoria delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza storica e civile dei giovani.

Angelica, studentessa universitaria di Psicologia, da anni impegnata nel mondo delle politiche giovanili – dalla Commissione Salute mentale nella Consulta provinciale alla Consulta giovani di Fossano – ha rappresentato il Piemonte in un’esperienza che l’ha profondamente segnata.

“Sono molto legata alla storia dell’esodo e delle foibe, una storia che per troppo tempo è stata insabbiata e di cui si parla ancora troppo poco. È una pagina della nostra storia che non dovrebbe avere colore politico: ci sono stati italiani uccisi con la sola colpa di essere italiani”, racconta.

Il viaggio ha toccato alcuni dei luoghi più significativi della memoria del Novecento: il Sacrario militare di Redipuglia, la Foiba di Basovizza, il Porto Vecchio di Trieste con il Magazzino 26, dove sono custoditi gli oggetti lasciati dagli esuli in fuga, la Risiera di San Sabba, il confine di Piazza Transalpina a Gorizia, il Castello di Gorizia e il Museo della Grande Guerra.

Un itinerario intenso, che ha lasciato un segno.

“Abbiamo visto immagini fortissime, mi sono commossa fino alle lacrime. Pensare a quelle famiglie costrette a lasciare tutto, al loro dolore non riconosciuto, è stato davvero sconvolgente”.

Secondo la giovane fossanese, la memoria di queste vicende dovrebbe trovare più spazio nelle scuole e tra i giovani.

“Basterebbe anche solo mezz’ora durante una lezione per spiegare cosa è successo. Tutti dovrebbero conoscere questa storia”.

L’obiettivo dell’Agenzia Italiana per la Gioventù, infatti, è proprio quello di trasformare i partecipanti in “ambasciatori della memoria”, capaci di riportare quanto visto e appreso nei propri territori.

“Non deve essere solo un ricordo, ma memoria viva. Noi torniamo da questo viaggio con il compito di raccontare ciò che abbiamo visto ai nostri amici, alle nostre famiglie e agli altri giovani. Un ringraziamento al presidente dell’Agenzia Italiana per la Gioventù, Federica Celestini Campanari, per l’opportunità che mi ha concesso, e a tutta l’Agenzia Italiana per la Gioventù per la passione, la sensibilità e l’impegno messi in campo".

L’Agenzia Italiana per la Gioventù, ente governativo che si occupa anche dei programmi Erasmus+ e di iniziative di cittadinanza attiva, promuove da tempo percorsi di cooperazione internazionale, partecipazione e conoscenza storica.

Per Angelica Pizzillo, che già collabora con realtà e progetti legati alle politiche giovanili e alla salute mentale, questa esperienza rappresenta un tassello importante di un percorso personale e professionale.

“Le politiche giovanili e la salute mentale sono i temi che porto avanti da sempre e che spero possano diventare anche il mio futuro professionale”.

d.v.