Chiarezza sulla definizione di “pane fresco”, obblighi più trasparenti per la vendita e l’etichettatura, tutela dei consumatori e valorizzazione del pane 100% italiano, queste in sintesi le novità contenute nel Ddl sulla produzione e vendita del pane appena approvato dal Senato. Un provvedimento atteso da tempo dal comparto artigiano che fa seguito ad una proposta, già presentata nel dicembre 2022 dal sen. Luca De Carlo (FdI), e che ora dovrà passare ancora all’esame della Camera per l’approvazione definitiva.
L’obiettivo principale del documento è quello di garantire maggiore trasparenza nella filiera e nella commercializzazione del pane, tutelando i cittadini da pratiche commerciali poco chiare. In particolare, il provvedimento mira a distinguere in modo netto il pane fresco da quello ottenuto tramite cottura di prodotti precotti o surgelati, spesso venduti senza adeguate indicazioni e percepiti erroneamente come prodotti artigianali appena sfornati.
Negli ultimi anni, infatti, si è assistito a una crescente diffusione di pane derivante da semilavorati industriali, una tendenza che ha creato confusione tra i consumatori e penalizzato le imprese artigiane che producono quotidianamente pane fresco secondo metodi tradizionali. Il disegno di legge introduce quindi obblighi più stringenti in materia di etichettatura, informazione al pubblico e modalità di vendita, con l’intento di rendere immediatamente riconoscibile la tipologia di prodotto acquistato.
Il provvedimento prevede, tra le altre cose, la puntualizzazione della dicitura “pane fresco”, che dovrà essere prodotto senza interruzioni del ciclo produttivo e venduto entro un determinato arco temporale dalla sua preparazione. Parallelamente, sarà obbligatorio indicare esplicitamente quando il pane deriva da prodotti congelati o precotti, evitando così ambiguità e possibili inganni per il consumatore finale.
Soddisfazione è stata espressa da Confartigianato Cuneo, che da tempo chiedeva un intervento normativo in grado di ristabilire condizioni di concorrenza più eque e valorizzare la qualità delle produzioni locali.
"In un mercato sempre più complesso, - ha dichiarato Vincenzo Pallonetto, titolare di un panificio a Savigliano e presidente nazionale di Confartigianato Panificatori - dove il consumatore è bombardato da offerte diverse, la chiarezza diventa fondamentale. Questo disegno di legge rappresenta un passo importante per tutelare sia chi acquista sia chi produce con serietà e competenza. Il pane fresco artigianale è frutto di un lavoro quotidiano, che si svolge prevalentemente nelle ore notturne per arrivare sul mercato subito dopo la cottura, fatto di passione, materie prime selezionate e rispetto delle tradizioni. È giusto che venga riconosciuto e distinto da prodotti che seguono logiche industriali".
Il percorso legislativo è dunque giunto alle battute finali. Il testo dovrà ora essere esaminato dalla Camera, nella speranza che possa giungere nel più breve tempo possibile all’approvazione definitiva, in quanto diventa fondamentale poter usufruire di una normativa aggiornata che tenga conto delle trasformazioni del mercato e delle esigenze di trasparenza sempre più richieste dai cittadini.
"Difendere il 'pane fresco' - ha aggiunto il presidente Pallonetto - significa anche difendere la nostra identità culturale e gastronomica. Ogni territorio ha le sue specialità, i suoi metodi di lavorazione, le sue ricette tramandate nel tempo. Il settore della panificazione rappresenta un pilastro dell’economia artigiana italiana, con migliaia di imprese diffuse su tutto il territorio nazionale. L’introduzione di regole più chiare e condivise ha quindi una funzione multipla: sostenere il comparto, contrastare fenomeni di concorrenza sleale e promuovere una cultura del consumo più consapevole".