Attualità - 28 aprile 2026, 10:54

Un Consiglio provinciale aperto per discutere il progetto del biodigestore di Ruata Eandi

La seduta programmata dal presidente Luca Robaldo per il 4 maggio a Saluzzo. Il 19 maggio tornerà a riunirsi la conferenza dei servizi

La protesta del comitato contrario alla realizzazione dell'impianto

Riceviamo e pubblichiamo.

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Dopo il presidio pubblico davanti alla sede della Provincia di Cuneo dello scorso febbraio, il Comitato del No al biodigestore di Ruata Eandi a Saluzzo ha incontrato presso la frazione il presidente della Provincia Luca Robaldo.

Nel corso dell’incontro si è discusso principalmente degli impatti sulla comunità residente derivanti dal traffico pesante necessario a garantire il funzionamento del mega impianto in progetto. Se sulla carta si parla infatti di circa 156.000 km annui di viaggi necessari a garantire il corretto funzionamento dell’impianto, di fatto questi risultano nettamente superiori, in quanto vi sono conferitori che non producono direttamente i reflui zootecnici o gli scarti vegetali, ma raccolgono a loro volta questi materiali da altre aziende, comportando un aumento esponenziale dei chilometri di traffico pesante necessari a sostenere la dieta del biodigestore.

Sono state quindi ribadite le forti preoccupazioni degli abitanti in merito al potenziale inquinamento delle falde, agli odori e ai rischi derivanti dalle tonnellate di gas e di acido solforico presenti all’interno dell’impianto, previsto a meno di 200 metri dalle abitazioni.

Il presidente Robaldo, dopo aver condiviso tutte le posizioni del comitato, ha proposto la convocazione di un Consiglio provinciale aperto per discutere in modo più generale delle forti criticità legate a questa tipologia di impianti.

La società proponente, dopo la proroga di 120 giorni sul termine ultimo, ha depositato a inizio marzo le modifiche progettuali e le controdeduzioni in risposta ai motivi ostativi emersi nel corso della seconda conferenza dei servizi del 15 ottobre 2025. La Provincia, nei giorni scorsi, ha quindi convocato una nuova conferenza dei servizi il 19 maggio prossimo.

Nei giorni scorsi sono filtrate alcune indiscrezioni in merito all’oggetto degli adeguamenti progettuali. Occorre sottolineare come non si tratti di nessun ridimensionamento dell’impianto o del suo funzionamento, semplicemente si propongono alcune soluzioni tecniche (come, ad esempio, quella di gasometri flottanti) che permettono di mantenere i quantitativi di gas appena al di sotto dei limiti sopra cui scatterebbe la procedura del RIR (rischio incidente rilevante), per cui occorrerebbe aprire un iter autorizzativo diverso.

Pertanto, poco o nulla cambia dal punto di vista degli impatti sul territorio e sulla comunità saluzzese.

Tutte le criticità del progetto del mega impianto e i seri timori dei cittadini residenti sono stati portati all’attenzione di Greenpeace attraverso un incontro dei referenti del comitato con il gruppo locale di Torino; in questo modo il comitato continua a perseguire costantemente l’obiettivo di sensibilizzare sempre più i cittadini, gli enti e le organizzazioni locali e non solo in merito a quello che considera l’errore principe del progetto dell’impianto di biometano di Ruata Eandi, ovvero la localizzazione dello stesso, totalmente slegata al contesto territoriale e sconnessa con l’economia agricola locale.

Si attende ora l’appuntamento del 4 maggio prossimo, quando è stato convocato un Consiglio provinciale aperto presso il Comune di Saluzzo alle ore 16:30, per dibattere sulle problematiche legate agli impianti di biometano e biogas e agli impatti sui territori e sulle comunità locali, prendendo le mosse proprio dal caso del biodigestore di Ruata Eandi.

Il Comitato del No auspica fortemente che possa essere l’occasione per individuare soluzioni in grado di dare una risposta concreta alla posizione di contrarietà al progetto del megaimpianto e allo stesso tempo il momento di prese di posizioni nette e di assunzione di responsabilità da parte di coloro che rappresentano i cittadini nelle sedi istituzionali.

Il Comitato del No al biodigestore di Ruata Eandi

Saluzzo, 27 aprile 2026