L'Asl Cn1 ha inaugurato stamattina le Case di Comunità di Verzuolo, Dronero e Borgo San Dalmazzo.
La loro realizzazione è stata possibile grazie al finanziamento dei fondi Pnrr che hanno permesso in alcuni casi, dove necessario, di rigenerare locali pubblici dismessi e restituirli al servizio pubblico e in altri di completare una riqualificazione dei locali dell'azienda locale già in uso per una loro rifunzionalizzazione.
Tra i requisti dei progetti, infatti, vi era quello di realizzare opere che offrissero servizi al cittadino. Un unico luogo dove rivolgersi per trovare assistenza e risposte sul proprio territorio di residenza. Un sistema che potrà contribuire ad alleggerire gli accessi agli ospedali cittadini favorendo una presa in carico diretta h24.
Le Case di Comunità di Verzuolo e Dronero sono già operative con i vari servizi di medicina territoriale, telemedicina, servizi infermieristici, consultori, sportelli pubblici di servizi sociali territoriali ed ex guardia medica.
GUARDA L'INTERVISTA AL DG ASL CN1 GIUSEPPE GUERRA E SINDACA DI BORGO S.D. ROBBIONE:
A Borgo San Dalmazzo, invece, si dovrà attendere maggio per il servizio di ex Guardia medica, quando si trasferirà dalla RSA Padre Fantino per trovare “casa” al piano interrato della sede Asl di piazza don Raimondo Viale.
“Oggi si è compiuto un primo passo per costruire la rete dei servizi al cittadino – ha commentato la sindaca di Borgo San Dalmazzo Roberta Robbione -”.
Al direttore generale dell'Asl Cn1 Giuseppe Guerra il compito di illustrare il percorso svolto, con le congratulazioni alla ditta appaltata per i lavori che ha consentito di consegnare l'opera secondo cronoprogramma. “Con le tre di oggi - ha detto Guerra -, si avvicina la consegna al territorio delle 9 Case di Comunità. Entro giugno o luglio contiamo di poter inaugurare anche le altre rimanenti, escluso quella di Mondovì, che richiede più tempo e puntiamo però a consegnarla entro la fine dell'anno. Oggi compiamo un primo passo importante. Queste strutture garantiranno la trasversalità massima dell’integrazione ospedale-territorio”.
Il rafforzamento della medicina territoriale punta soprattutto a migliorare la gestione dei pazienti cronici, prevenire l’aggravarsi delle patologie e intercettare prima le criticità, rendendo più efficiente l’intero sistema sanitario provinciale.
Erano presenti all’inaugurazione il direttore del Distretto Sud Ovest Luigi Domenico Barbero e il direttore del Consorzio socio-assistenziale del Cuneese Giulia Manassero.
Entro fine giugno saranno ultimati i lavori dei due ospedali di Comunità dell’Asl CN1, Saluzzo e Cuneo (che seguono Ceva, già pronto con 20 posti letto di cure intermedie) e altre 5 case della comunità entro giugno (Ceva, Dogliani, Savigliano, Fossano, Saluzzo) e Mondovì in overbooking con lavori conclusi entro l’anno in corso.
Nelle strutture inaugurate sono già presenti attività importanti:
A Verzuolo i Medici di medicina generale che garantiscono un’apertura coordinata degli ambulatori AFT Valle Varaita, servizio infermieristico, ambulatori odi vulnologia, consultorio familiare con spazio bimbo e visite ginecologiche, consorzio socio-assistenziale.
A Dronero oltre a MMG, ambulatorio infermieristico, vulnologico, punto prelievi, ADI, antenna CIOT (Centrali Operative Territoriali), alcuni ambulatori specialistici (diabetologia, cardiologia, neurologia, odontoprotesi, odontoiatria, dietologia, fisiatria/fisioterapia).
A Borgo S. Dalmazzo la presenza del MMG sarà garantita da metà maggio, e sono attivi ambulatorio infermieristico, vulnologico, Consultorio familiare (con attività ginecologia), ADI, Antenna COT, ambulatorio infermiere di comunità, punto prelievi, ambulatori specialistici come cardiologia, neurologia, oculistica, odontoiatria, dietologia, psicologia, fisioterapia, diabetologia.
E’ previsto, ove non vi sia ancora, il servizio di Continuità assistenziale.
Caratteristiche della Casa della Comunità - SCHEDA
La Casa della Comunità (CdC) si pone l’obiettivo il garantire equità di accesso e qualità delle cure attraverso tre pilastri fondamentali. Intanto, la cosiddetta prossimità attiva perché si pone come punto di riferimento per la comunità, dove la vicinanza fisica si coniuga con la vicinanza relazionale. L'obiettivo è orientare il sistema verso un modello di medicina “proattiva.” Poi l’integrazione multidisciplinare: lo spazio fisico favorisce la collaborazione tra diversi professionisti, quali Medici di Medicina Generale e Pediatri di Libera Scelta, infermieri, infermieri di famiglia e comunità, specialisti
e personale dei servizi.
Infine la presa in carico e Sanità Digitale: l'obiettivo è garantire la continuità assistenziale, la gestione delle cronicità tramite percorsi integrati per estendere le cure al domicilio. L’assistenza infermieristica è garantita, per 7 giorni su 7 dalle ore 8 alle ore 20, da un organico di infermieri afferenti al Distretto di riferimento.
L’assistenza medica è garantita per 7 giorni su 7 H24. Nelle ore notturne e nelle ore diurne dei giorni festivi e prefestivi l’attività medica sarà normalmente garantita dai medici della continuità assistenziale (ex guardia medica) obbligatoriamente attraverso il contatto telefonico con il numero unico 116117.
E prevista la presenza di personale del Consorzio socio-assistenziale.
Le principali funzioni che troveranno collocazione presso la Casa di Comunità sono rappresentate dalla presenza dei medici di medicina generale; l’assistenza medica che garantisce l’erogazione di prestazioni mediche di base non urgenti e la presa in carico dei soggetti con patologie croniche/fragili attraverso l’erogazione di cure integrate e specialistiche; l’assistenza infermieristica che prevede attività integrate a livello multidisciplinare e multiprofessionale quali: punto prelievi, ambulatorio infermieristico che eroga su prescrizione medica, quali ad esempio: prestazioni quali medicazioni, gestione accessi vascolari, terapie iniettive, gestione cateteri vescicali; cure vulnologiche che perseguono l’obiettivo della presa in carico globale delle persone affette da lesioni cutanee croniche.
C’è poi il percorso della cronicità – ambulatorio della salute che, in integrazione con medici di medicina generale e medici specialisti, garantisce la presa in cura e la gestione di utenti portatori di patologie croniche quali scompenso cardiaco, broncopneumopatia cronica ostruttiva, diabete mellito di tipo 2, malattia renale cronica, malattia di Parkinson.
Altri servizi:
Prevenzione e gestione proattiva della salute: promozione di stili di vita salutari, intercettazione precoce dei bisogni e la loro presa in carico, programmi di autogestione delle malattie croniche, Gruppi di cammino ed Eventi di promozione della salute.
Il Punto Unico di Accesso (PUA) che rappresenta l’accesso alla rete territoriale dei servizi sociosanitari deputato all’accoglienza, all’ascolto, alla prima valutazione del bisogno e all’orientamento della persona verso il servizio appropriato.
Lo Sportello Amministrativo Multifunzione: eroga servizi amministrativi quali ad esempio: prenotazione visite e prestazioni specialistiche, scelta/revoca del medico, rilascio esenzioni ticket, attivazione tessera sanitaria. L’assistenza domiciliare eroga le prestazioni sanitarie e socio-assistenziali direttamente al domicilio della persona, con l’obiettivo di garantire la continuità assistenziale e ridurre i ricoveri impropri in ospedale o in struttura residenziale.
Attività ambulatoriale specialistica: per la gestione proattiva delle patologie croniche e ad alta prevalenza, al fine di contribuire alla riduzione della ospedalizzazione di pazienti cronici; per l’erogazione di prestazioni specialistiche ambulatoriali prenotate tramite Centro Unico Prenotazioni.
Consultorio familiare.
Integrazione con i servizi sociali, fondamentale per la presa in carico globale della persona, in quanto i bisogni sanitari e socio-assistenziali sono spesso associati tra di loro.
Servizi per la Comunità, per attivare interventi di promozione della salute in collaborazione con associazioni e volontariato.