Attualità - 21 aprile 2026, 18:22

L'albese Davide Merlo lancia “Sogni e naufragi, tra poesie e orizzonti”

La raccolta poetica nata in una clinica psichiatrica va in scena al Salone del Libro di Torino

“Sogni e naufragi, tra poesie e orizzonti” è un viaggio poetico tra le macerie dell’anima e la luce della verità, nato nel silenzio di una clinica psichiatrica e trasformatosi in un manifesto di resistenza emotiva. La raccolta di Davide Merlo, pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore, si presenta come una confessione a cuore aperto, in cui la parola smette di essere forma ed esercizio per diventare necessità.

I versi scorrono come visioni allo specchio, in cui il lettore è invitato a smarrirsi per poi ritrovarsi. Non c’è filtro, non c’è scudo: la poesia diventa una “ferita aperta”, uno spazio di vulnerabilità che rifiuta il silenzio e sceglie la verità, ma anche ciò che impedisce a quella ferita di chiudersi nel rimosso. La parola di Merlo non appartiene più soltanto a chi l’ha vissuta, ma si dilata in uno spazio comune dove dolore e amore si trasformano in emozioni collettive, modificando elementi troppo diretti in immagini e metafore condivise.

Per il giovane autore e musicista di Alba, i sogni rappresentano ciò che continua a muoverlo anche quando tutto sembra fermo, i naufragi sono le cadute e i momenti in cui si perde l’equilibrio, mentre gli orizzonti sono ciò che resta: qualcosa che continua a esistere anche se non è ancora raggiungibile. «È una raccolta di poesie che attraversa il dolore, l’amore, la perdita e la ricerca di senso», spiega Merlo, che attinge la propria materia poetica esclusivamente dall’autenticità, trovandola tanto nell’oscurità dello smarrimento quanto nei frammenti improvvisi di luce.

La sua scrittura è un atto di resistenza contro la frenesia moderna, un tentativo di rallentare il tempo e restituire dignità a sentimenti spesso rimossi. Attraverso un linguaggio diretto e un uso creativo della grafica, l’autore trasforma il dolore da abisso solitario in uno spazio di condivisione, dove la propria “stella” non è un approdo sicuro, ma la stessa forza di uno sguardo che continua a cercare, anche quando sembra lontano, anche quando si ha la sensazione di non appartenere più al cielo da cui lo si guarda.

Nella prefazione, il poeta, editore e formatore Giuseppe Aletti osserva come il libro si sporga sulla vulnerabilità dell’essere umano, con un autore più interessato a testimoniare un’urgenza che a rifinirla. L’opera, dunque, non pretende di curare o spiegare il dolore, ma di abitarlo insieme al lettore, per farlo sentire meno solo. Se anche una sola persona, leggendo, si riconosce e si sente capita, il libro ha trovato il suo senso.

“Sogni e naufragi, tra poesie e orizzonti”, disponibile anche in versione e‑book, sarà in esposizione negli spazi Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino, in programma al Lingotto Fiere dal 14 al 18 maggio 2026. «Significa portare una parte molto intima di me in uno spazio pubblico e condiviso», commenta Merlo. «Da una parte c’è la consapevolezza di esporsi, dall’altra la possibilità di dare voce a ciò che spesso resta silenzioso. È anche un passaggio importante: vedere qualcosa nato in un tempo fragile entrare in un luogo grande e riconosciuto».