Attualità - 07 aprile 2026, 08:52

CARCERI / Evasione dalla casa di reclusione di Alba, l'Osapp: "Ennesimo fallimento del sistema"

Si tratta del 50enne Elia Del Grande, noto per la brutale “strage dei fornai”, che è riuscito a evadere dalla casa lavoro albese

Un detenuto ristretto presso la Casa di Reclusione di Alba, identificato con le iniziali Elia Del Grande., già protagonista di un’evasione pochi mesi fa dall’istituto di Castelfranco Emilia, e che fruiva di una licenza premio in data 5 aprile 2026, si è allontanato senza fare rientro in istituto (leggi qui).

Il soggetto era autorizzato a uscire alle ore 10:00 e a rientrare alle ore 21:00 per recarsi presso la Caritas di Alba, accompagnato dal cappellano del carcere; tuttavia, nel corso della giornata si è sottratto al controllo, rendendosi irreperibile.

Ancora una volta si registra un grave episodio che evidenzia tutte le falle di un sistema penitenziario ormai fuori controllo.

Il Segretario Generale dell’OSAPP, Leo Beneduci, denuncia con fermezza:  “Non siamo più di fronte a episodi isolati, ma a un sistema allo sbando. Il personale è lasciato solo, senza strumenti adeguati e senza tutele, mentre si continuano a concedere benefici senza le necessarie garanzie. Questa è l’ennesima dimostrazione di uno Stato che ha abbandonato le carceri al proprio destino.”

L’OSAPP chiede interventi immediati e concreti per ristabilire sicurezza, legalità e dignità all’interno degli istituti penitenziari.

SAPPE: "RAFFORZARE CONTROLLI SU MISURE ESTERNE"

Sul fatto interviene anche il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), che esprime apprezzamento per la cattura, avvenuta dopo due mesi di ricerche, di Loris Gargiulo, il 23enne evaso dal carcere di Lodi dove stava scontando alcuni anni di detenzione per reati contro il patrimonio commessi quando era ancora minorenne, mentre stigmatizza invece con fermezza l'evasione di Del Grande.

“Si tratta di episodi gravi – dichiara Donato Capece, segretario generale del Sappe – che tuttavia non devono inficiare il sistema complessivo della concessione dei permessi premio ai detenuti. Si tratta di strumenti fondamentali per il percorso trattamentale e il reinserimento sociale”.

“Al contrario – prosegue Capece – questi fatti devono rappresentare uno stimolo concreto a rafforzare il Corpo di Polizia Penitenziaria, prevedendo un maggiore impiego di personale e una più capillare presenza sia sul territorio sia nell’area penale esterna, al fine di garantire controlli più efficaci e prevenire ulteriori criticità”.

Il Sappe rinnova infine il proprio plauso agli operatori impegnati nelle attività di ricerca e cattura e ribadisce la necessità di investimenti urgenti in risorse umane e strumenti operativi per la sicurezza del sistema penitenziario.

redazione