Farinél - 05 aprile 2026, 10:35

Farinél/ 18 anni di una Fondazione unica che ci ricorda il vero spirito della Pasqua

Mentre il mondo brucia la Fondazione ospedale Alba-Bra Onlus spegne 18 candeline nel segno di un grande atto di fede che la vide nascere nel 2008, ben 12 anni prima che aprisse l’ospedale unico di Alba e Bra

Bruno Ceretto,presidente della Fondazione ospedale Alba-Bra

La settimana che si sta concludendo è iniziata, lavorativamente parlando con l’ospitata in radio del presidente e del direttore della Fondazione Ospedale Alba-Bra Onlus, la prima fondazione totalmente privata a operare per un ospedale pubblico.

La presenza di Bruno Ceretto e Luciano Scalise non era casuale, anzi, perché di lì a poche ore la fondazione avrebbe spento 18 candeline inaugurando il primo centro sportivo all’interno di un ospedale in Italia, l’ennesimo record della Alba-Bra onlus, uno dei tanti.

A colpirmi è ogni volta pensare che la fondazione sia nata nel marzo 2008. L’ospedale sarebbe stato inaugurato oltre 12 anni dopo, nel luglio 2020, dopo mille peripezie e vicissitudini.

L’attività della fondazione mai si è fermata, nemmeno quando l’ospedale sembrava solamente uno scheletro destinato a diventare un enorme ecomostro su una delle colline più belle della Langa.

Furono la fondazione e alcuni giornali locali a tenere accesi i riflettori e se oggi l’ecomostro è diventato un ospedale d’eccellenza (con tutte le criticità che permangono), molto del merito lo si deve alla Alba-Bra onlus.

Un po’ del merito lo ascrivo anche a noi giornalisti, sempre sulla graticola, ma spesso gli unici a mettere la faccia, il tempo e le risorse per sferzare la politica superando l’immobilismo e la burocrazia che attanagliano le istituzioni.

Di ospedale unico ho scritto mille volte, spesso in modo molto critico per la scelta del sito, particolarmente infelice, scelta che oggi rappresenta un punto di forza di un nosocomio con una vista unica e con parcheggi (gratuiti) e spazi che pochi altri ospedali possono vantare.

In tutti i dodici anni di attesa la Fondazione, intanto, mai ha smesso di raccogliere risorse donando all’ospedale, e quindi a tutti noi, la radioterapia, la tac, il robot Da Vinci, ma anche i letti e le stanze umanizzando le corsie e gli spazi comuni.

Trenta milioni di euro raccolti e donati in diciotto anni. Dalle donazioni milionarie della signora Maria Franca Ferrero e del notaio Vincenzo Toppino, fino a quella di Nicola Milanesio, il piccolo della scuola dell’infanzia Miroglio che portò alle maestre una busta con 3,31 euro, la paghetta che gli aveva donato il nonno per averlo aiutato nei lavori dell’orto.

Ora la nuova sfida è realizzare una residenza da 38 alloggi nella ex caserma Trevisan. Un luogo di addestramento militare che diventa la casa dei medici specializzati del futuro.

Se non è un simbolo questo, mentre ci approcciamo a una Pasqua tutt’altro che di pace, in un mondo in fiamme, con decine di conflitti e migliaia di morti ogni giorno.

E allora buon compleanno e buona Pasqua alla Fondazione Ospedale Alba-Bra Onlus, una fondazione di pace.

Marcello Pasquero