Dopo le dimissioni da assessore di Elena Chiorino, Claudio Sacchetto, suo collega di partito, eletto come lei nel “listino” del presidente Cirio, perde lo scranno a Palazzo Lascaris.
Chiorino era nella testa di lista, mentre Sacchetto era in coda per cui, col rientro della dimissionaria assessora biellese sui banchi del Consiglio, l’esponente cuneese, presidente della Commissione Agricoltura e Attività produttive, deve lasciare la Regione.
La porta per un eventuale rientro, come assessore, è stretta.
L’eventualità è legata solo ad un possibile, ampio rimpasto cui bisognerà capire se Cirio intende mettere mano.
L’uscita dall’esecutivo della Chiorino pone infatti il problema della presenza femminile, rimasta demandata unicamente a Marina Chiarelli, il cui ruolo in giunta è stato recentemente ridimensionato per volontà del suo stesso partito, Fratelli d’Italia.
Per Sacchetto potrebbe eventualmente aprirsi la possibilità della delega all’Agricoltura, che già aveva ricoperto ai tempi della giunta Cota, e ora affidata ad un altro cuneese, Paolo Bongioanni.
I nodi sono comunque tanti: quote rose, rappresentazione territoriale e, non ultimo, gli equilibri interni a Fratelli d’Italia e, in senso più lato, nel centro destra dopo un terremoto che rappresenta la prima, vera crisi politica per la maggioranza di Cirio.
È ipotizzabile un rimescolamento ad ampio raggio nell’esecutivo regionale piemontese in questa fase così destabilizzato?
Qualcuno dice che Sacchetto potrebbe candidarsi sindaco a Cuneo per il centrodestra il prossimo anno, ma è un’ipotesi che appare poco credibile dal momento che si tratterebbe di un’esperienza già vissuta nel 2012 e risultata fallimentare.
Qualche spiraglio per rimanere in Regione – dove Sacchetto è apprezzato per le sue competenze nel comparto agricolo - c’è ma si tratta di un sentiero irto e, ad oggi, quanto mai accidentato.