C’è una fotografia che racconta l’inizio di una storia e un’altra che ne testimonia l’evoluzione. In mezzo, quasi vent’anni di lavoro, relazioni costruite con pazienza e una visione industriale che ha saputo attraversare confini e generazioni.
Era il 2006 quando Silvio Bonaudi, fondatore di Boman, metteva per la prima volta piede negli Stati Uniti. Un viaggio carico di aspettative e di coraggio imprenditoriale, che segnava l’avvio di un rapporto commerciale destinato a durare nel tempo. La prima immagine, scattata proprio in America, è oggi diventata un simbolo: rappresenta l’intuizione, la determinazione e lo spirito pionieristico con cui Boman ha iniziato a costruire il proprio percorso internazionale.
A distanza di quasi vent’anni, nel mese di marzo 2026, una nuova fotografia, la seconda, che testimonia il rafforzarsi di quello stesso legame, mai venuto meno nel tempo, ma anzi rinnovato attraverso la concretizzazione di nuovi progetti. Questa la ragione che ha portato il presidente Boman – Enrico Bonaudi e l’AD – Alex Belforte, alla visita di alcuni plant nello stato della Pennsylvania.
Un viaggio che ha avuto come obbiettivo la conferma dell’ampliamento della presenza di Boman sul mercato statunitense, attraverso la fornitura diretta di componenti impiegati nella costruzione di gru, rafforzando ulteriormente la presenza dell’azienda cuneese in un settore ad alto contenuto tecnologico e strategico e confermando la crescita dell’organizzazione di Murello che, in 25 anni, ha portato avanti un percorso continuativo e lungimirante.
Un’evoluzione, quella di Boman, costruita su una filosofia che pone al centro la creazione di valore, sia per i prodotti sviluppati sia per i clienti, con i quali l’azienda ha saputo instaurare relazioni basate su una concreta e duratura partnership. Questo approccio si traduce nello sviluppo di processi esclusivi, progettati su misura delle specifiche esigenze dei clienti, da cui nascono soluzioni affidabili, competitive e orientate all’innovazione.
Ecco, quindi, come due foto possano essere testimoni di una scelta imprenditoriale che, senza mai dimenticare le proprie radici ha saputo guardare avanti, consolidando relazioni costruite nel tempo e rafforzando la propria presenza internazionale.
“Crediamo che questo viaggio che concretizza ulteriormente la nostra presenza in America, rappresenti la concretizzazione dei progetti che intendiamo portare a compimento nel medio periodo, ma sia anche un esempio virtuoso di come la fiducia reciproca e la qualità del lavoro possano trasformarsi in collaborazioni di lungo periodo. Un rapporto avviato con mio papà, che ha attraversato cambiamenti di mercato, evoluzioni tecnologiche e passaggi generazionali, mantenendo intatto lo spirito originario” – ha dichiarato Enrico Bonaudi.
In un contesto globale in cui tutto sembra muoversi sempre più velocemente, la storia di Boman dimostra che la solidità delle relazioni, la coerenza dei valori e la capacità di costruire nel tempo restano elementi fondamentali per competere sui mercati internazionali.
Dal primo viaggio del fondatore nel 2006 a quello di oggi, l’America continua a essere una tappa strategica e simbolica del percorso Boman. Una storia che parla di industria, ma soprattutto di persone, visione e continuità.