Attualità - 31 marzo 2026, 12:28

Dalle Langhe al Giappone, un patto sigillato col vino: a Neviglie cinque produttori stringono l'alleanza con il sindaco di Yoichi

Un memorandum d'intesa firmato con l'impronta del pollice intinta nei rispettivi calici: nasce la "Langhe – Yoichi Alliance", ponte tra due territori lontani ma uniti dalla stessa ossessione per la qualità

Nel cuore delle Langhe, terra di metodo classico Alta Langa DOCG, di Barbaresco,  Barolo e Moscato d’Asti, è nato un legame senza precedenti tra l’Italia e il Giappone.


La scorsa settimana, nella cantina Bera di Neviglie, è stato siglato un memorandum d'intesa tra il distretto di Yoichi, piccola cittadina dell’Hokkaido, e un gruppo di produttori locali. Insieme a Bera, al patto hanno aderito le cantine Adriano Marco e Vittorio, Cantina del Pino, Diego Morra e Luigi Giordano.

Non si è trattato di una fredda formalità burocratica: oltre alle firme, in un gesto carico di simbolismo, i firmatari hanno intinto i pollici nei rispettivi vini, apponendo un'impronta sulla carta. Un atto che sancisce un’alleanza strategica e di amicizia tra due territori distanti, ma uniti dalla medesima dedizione all’eccellenza.

Protagonisti di questo "patto di vino" sono stati alcuni dei nomi più rispettati della viticoltura piemontese, custodi della tradizione locale che hanno accolto Keisuke Saito, diplomatico, sindaco di Yoichi ed esperto del mondo vinicolo internazionale, riconoscendo nel territorio dell’Hokkaido un grande potenziale per la coltivazione di Pinot Nero e Chardonnay.

L’intesa, denominata "Langhe - Yoichi Alliance", mira a uno scambio profondo di conoscenze: al centro dell'accordo vi sono la comune sensibilità per una viticoltura sostenibile, l’adattamento al cambiamento climatico e il trasferimento di secoli di esperienza nella vinificazione e nel branding territoriale.

Yoichi – dice il sindaco Saito - già nota come la 'nuova frontiera' del vino giapponese, cerca nelle Langhe non solo tecnica, ma la filosofia necessaria per elevare i propri cru a standard globali. Yoichi aspira a diventare un punto di riferimento mondiale per il Pinot Nero e lo Chardonnay. Poter contare sulla saggezza e sul supporto dei maestri delle Langhe è per noi un onore immenso. Questo sigillo in vino è la nostra promessa di non tradire mai la ricerca dell'eccellenza".

A sottolineare il valore concreto del progetto è Umberto Bera enologo dell’azienda Bera: "Dopo diversi incontri con il sindaco Saito in Langa, nel mese di gennaio ho avuto l’opportunità di recarmi a Yoichi, dove ho visitato delle cantine e conosciuto alcuni produttori locali: persone autentiche senza paura di mettersi in gioco; ho anche avuto modo di assaggiare i Pinot Nero dell’Hokkaido, scoprendo vini distintivi, in cui il mare - che caratterizza il clima - e i suoli di origine vulcanica giocano un ruolo fondamentale nel profilo organolettico. Mi auguro che questa alleanza possa generare scambi proficui, sul piano culturale, tecnico ed enoturistico, creando un dialogo virtuoso tra due territori che condividono una visione importante e incentrata sulla qualità".

Sul piano operativo, l’accordo punta anche a sviluppare un modello di enoturismo ispirato ai paesaggi vitivinicoli piemontesi, patrimonio UNESCO. L’obiettivo è creare un ponte culturale che porti gli appassionati giapponesi a scoprire le Langhe e, allo stesso tempo, inviti il pubblico italiano a esplorare il fascino selvaggio dell’Hokkaido. Parallelamente, l’intesa mira a consolidare la presenza dei grandi vini piemontesi in uno dei mercati asiatici più esigenti.

cs