Attualità - 30 marzo 2026, 19:54

L’ultimo regalo della Fondazione Ospedale Alba Bra: due campi da gioco realizzati tra le maniche del "Ferrero" [FOTO]

Partecipata festa per i primi diciotto anni dell’ente che sostiene Verduno: "Eravamo undici soci, oggi siamo settanta. Dal 2008 a oggi donati beni per 30 milioni di euro"

"Eravamo undici soci, quel 28 marzo 2008, riuniti per la firma dell’atto costitutivo nella sala multimediale della sede Asl di via Vida ad Alba. Ora che la nostra realtà ha compiuto i suoi primi diciotto anni, quella platea è salita a qualcosa come settanta soggetti. Privati e aziende che, grazie alle loro donazioni e a quelle arrivate da migliaia di persone, ci hanno consentito di portare in dote all’ospedale di Verduno beni materiali per 30 milioni di euro. Così siamo diventati un caso nazionale, studiato e preso a modello in tutto il Paese".

E’ ricordando quei primi incerti passi e la tanta strada fatta da allora che il presidente Bruno Ceretto e il direttore generale Luciano Scalise hanno accolto la numerosa platea di intervenuti alla festa che la Fondazione Ospedale Alba Bra ha tenuto nel pomeriggio di oggi, lunedì 30 marzo, nel grande atrio al terzo piano del "Michele e Pietro Ferrero.

A festeggiare l’importante traguardo si sono ritrovati a Verduno l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, insieme al suo predecessore Luigi Genesio Icardi, oggi presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale, la direttrice dell’Asl Cn2 Paola Malvasio coi predecessori Giovanni Monchiero e Francesco Morabito, il consigliere regionale Daniele Sobrero, una schiera di sindaci e amministratori con in testa quelli di Alba, Alberto Gatto, di Bra, Gianni Fogliato e di Verduno, Marta Giovannini.

Una bella occasione per ricordare quanti – a partire dalla prima presidente della Fondazione Elisa Miroglio, dai suoi successori Dario Rolfo ed Emilio Barbero, per arrivare tutti i soci e sostenitori – hanno dato un fattivo contributo allo sviluppo di una realtà nata con l’ambizioso proposito di affiancare il progetto di costruzione dell’ospedale unico e quindi di trasformarlo nella realtà di eccellenza che gli utenti dell’Asl Cn2 hanno imparato a conoscere sin dalla sua apertura, nei mesi difficili del Covid, nel luglio 2020.

Da qui il lungo elenco delle cose fatte e dei progetti via via realizzati di campagne come quelle legate al "Cinque per mille", che da sempre vede la Fondazione tra i maggiori percettori dell’intero Piemonte, ad "Adotta una stanza", per l’allestimento delle camere di degenza, alla più recente "Adotta un medico". Un lavoro enorme per dotare l’ospedale di un livello di dotazioni alberghiere che ha pochi eguali, come anche di attrezzature mediche di eccellenza, come per le sue undici sale operatorie, allestite grazie alle donazioni. Sino alle più recenti iniziative, con le quali la Fondazione si rende parte attiva nel favorire l’ospedale nel reperimento di una delle risorse oggi più rare, il personale medico e sanitario, che qui viene attirato con specifiche borse riservate agli specializzandi, ma anche realizzando progetti come quello che nell’aprile scorso ha visto il presidente Ceretto firmare il mutuo per l’acquisto di una manica dell’ex caserma "Trevisan" di Bra, dove realizzare 38 alloggi da riservare ai medici, realizzando così il primo Condominio Sociale Sanitario del territorio. Oppure il laboratorio Labsi, altra realtà di eccellenza che consente al personale medico di fare formazione sul campo.

"Una realtà simile non c’è da nessuna parte", hanno rimarcato l’assessore Riboldi e il suo predecessore Luigi Genesio Icardi, tra quanti, prima dei festeggiamenti, hanno potuto apprezzare l’ultima trovata della Fondazione, il regalo fatto all’ospedale per i suoi diciotto anni. Si tratta del complesso sportivo polivalente attrezzato in un cortile interno del "Ferrero", valorizzando così uno spazio sinora inutilizzato. Grazie a una donazione della famiglia Ceretto, alla progettazione dell’architetta Nadia Gomba, ai materiali forniti dalla Mondo (presente all’inaugurazione Loredana Drocco Stroppiana) e al lavoro della ditta Gb Costruzioni di Alba in quei 2mila metri di superficie hanno potuto trovato posto due campetti polivalenti in erba sintetica, utilizzabili per calcetto, tennis, pallavolo e basket e due spogliatoi utili a consentire un concreto utilizzo degli impianti, che verranno messi a disposizione di chi vorrà farne uso anche grazie ad accordi che la Fondazione si appresta a sottoscrivere col circolo ricreativo aziendale e con la Uisp di Bra.