Le gelate tardive tornano a preoccupare la Granda, confermando un fenomeno sempre più frequente dopo inverni miti e temperature sopra la media. Negli ultimi giorni il brusco calo termico ha interessato gran parte della provincia di Cuneo, con particolare attenzione al Saluzzese, cuore della frutticoltura piemontese. Un andamento climatico sempre più imprevedibile che mette sotto pressione il settore e spinge verso nuove soluzioni tecnologiche per proteggere le colture.
Il tema è stato tra quelli affrontati nella giornata di oggi, lunedì 30 marzo, a Torino, in occasione della firma dell’accordo strategico tra la Fondazione Agrion e i quattro poli universitari piemontesi per la creazione dei Dig Open Labs, laboratori a cielo aperto dedicati allo sviluppo di tecnologie innovative per l’agricoltura. L’obiettivo è ambizioso: costruire una rete tra ricerca e imprese capace di rendere il Piemonte un hub europeo dell’agroalimentare d’avanguardia, trasformando la transizione ecologica in soluzioni concrete per la competitività delle aziende.
“Oggi è stata un’importante giornata di accordo con i quattro poli universitari piemontesi sullo sviluppo dei Dig Open Laboratori a cielo aperto che abbiamo dedicato come Agrion allo sviluppo di nuove tecnologie dedicate all'agricoltura - spiega Giacomo Ballari, presidente della Fondazione Agrion -. “Oggi più che mai è importante lavorare sull’innovazione tecnologica perché dalle nuove tecnologie possiamo trovare la soluzione per dare competitività e sostenibilità all’agricoltura e all’agroalimentare piemontese, sia dal punto di vista ambientale che economico”.
Nel corso dell’incontro si è parlato anche delle recenti gelate che hanno colpito i frutteti cuneesi. “Abbiamo avuto un calo repentino di temperature e con alcuni danni. Fortunatamente non sono danni così drastici in questo momento – sottolinea Ballari – ma la stagione non è chiusa e c’è la necessità di affinare sia i sistemi di gestione delle piante sia le tecnologie per mitigare l’impatto”.
Un fenomeno che, come evidenziato dal presidente di Agrion, rappresenta uno dei paradossi del cambiamento climatico: “Siamo di fronte a un surriscaldamento del clima e mai come oggi abbiamo difficoltà con i ritorni di freddo. Serve monitoraggio e tempestività nell’individuare i momenti limite in cui intervenire”.
In questa direzione si inserisce il progetto Food Metaverse, sviluppato con la Regione Piemonte, che prevede l’installazione di 400 nuove stazioni meteo sul territorio. Ma non solo: tra le soluzioni allo studio anche sistemi di nebulizzazione, ventole per smuovere l’aria e tecnologie in grado di modificare di pochi gradi la temperatura a contatto con le piante, riducendo i danni alle colture.
“Lo sviluppo tecnologico può essere davvero la soluzione per affrontare queste sfide – conclude Ballari – e le regioni europee che riusciranno ad arrivare per prime con soluzioni d’avanguardia saranno anche le più competitive nei prossimi anni. Il Piemonte non può permettersi di restare indietro”.