Non è un episodio marginale, ma un passaggio che riporta al centro un nodo strutturale della disciplina: il rispetto rigoroso delle regole nelle fasi preliminari alla gara. Al 8° Rally Santo Stefano Belbo – Gil Calleri Cup, una segnalazione della Polizia Locale dell’Unione Montana Alta Langa ha portato a provvedimenti significativi da parte della Direzione di gara, con sanzioni complessive per 15mila euro ed esclusione di un equipaggio.
Il fatto risale al 19 marzo 2026, quando una pattuglia ha effettuato un controllo in località Seirole, lungo una prova speciale. A bordo di un’autovettura sono state identificate tre persone: i concorrenti C.C. e N.B., regolarmente iscritti alla competizione, e un terzo soggetto, S.S., in possesso di licenza ACI Sport ma non iscritto alla gara.
L’elemento dirimente riguarda il momento del controllo: la presenza sul tracciato è avvenuta al di fuori delle finestre temporali autorizzate per le ricognizioni. Un aspetto che, alla luce delle verifiche successive, ha configurato una violazione della normativa vigente, in particolare delle disposizioni contenute nella NG Rally 2026.
A seguito della segnalazione formale trasmessa via P.E.C. dalla Polizia Locale, la Direzione di gara ha quindi adottato misure incisive: 5.000 euro di sanzione per ciascuno dei due concorrenti, esclusione dalla competizione e ulteriori 5.000 euro nei confronti dell’istruttore coinvolto. I provvedimenti si fondano sulla violazione dell’articolo 15.2 e dell’articolo 15.3.5 lettera b) del regolamento ACI Sport.
Una decisione che si colloca in una linea di crescente attenzione sulla fase delle ricognizioni, sempre più oggetto di controlli puntuali per ragioni che non sono soltanto sportive. La corretta gestione di questa fase incide infatti su più livelli: sicurezza degli equipaggi, tutela dei cittadini residenti lungo i percorsi e garanzia di equità tra i partecipanti.
Il caso di Santo Stefano Belbo assume quindi un valore che va oltre il singolo episodio, configurandosi come un richiamo netto al rispetto delle regole. In un contesto in cui i rally attraversano territori abitati e condivisi, ogni deroga non autorizzata rischia di compromettere un equilibrio delicato, tra passione sportiva e convivenza con le comunità locali.