Se c'è una vicenda sulla quale la chiarezza è ancora in là da venire, è quella relativa ai velox e alla loro legittimità a pizzicare gli automobilisti che superano i limiti di velocità e quindi a sanzionarli, con annessa la possibile decurtazione dei punti.
E' tutta un questione di omologazione. Ed è per evitare l'ondata di ricorsi di cui sono state sommerse le amministrazioni - basti pensare, per restare in provincia di Cuneo, a quelli relativi al velox fisso di Cherasco - che lo scorso anno il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha lanciato un censimento nazionale che ha obbligato Comuni e Province a comunicare marca, modello, versione, matricola ove presente, estremi del decreto MIT di approvazione o omologazione, nonché collocazione chilometrica (qualora necessario) e direzione di marcia dei velox di propria competenza.
E' consultabile sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e mette - o vorrebbe mettere - finalmente un punto fermo alla possibilità di ricorso sulla legittimità degli apparecchi che accertano le violazioni dei limiti di velocità.
Per quanto riguarda la Granda, sono 62 gli apparecchi censiti, di cui sei fissi: quelli di Pogliola, Centallo, Cherasco, Canale, Lagnasco e Sanfront.
Poi ci sono quelli mobili. Tre i telelaser a disposizione della Polizia locale di Cuneo, due quelli presenti ad Alba, uno a Savigliano, un altro a Saluzzo. Mondovì ne ha due, di cui, lo ricordiamo, uno è fisso, il primo installato in provincia di Cuneo.
Tre sono a Bra, altri tre a Centallo.
E poi ce ne sono a Sommariva del Bosco, Dogliani, Beinette, Dronero... fino ad arrivare a 62, di cui quasi tutti sono mobili.
Nei giorni scorsi, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, rispondendo in question time alla Camera, proprio in merito al censimento aveva evidenziato dei numeri sconfortanti: "A fronte di circa 11mila autovelox informalmente rilevati sul territorio, i dispositivi legittimi sono circa 3.900 di cui solo il 29% risulta coerente con i requisiti di omologazione previsti".
La prima vera “lista ufficiale” dei velox in Italia non risolve il caos: solo una minoranza dei dispositivi risulta davvero omologata.
Ma è davvero così? Non esattamente. Tutti i 3.910 dispositivi censiti dal MIT risultano approvati/omologati a livello di modello. Il numero di circa 1.000 dispositivi si riferisce ai velox già completamente integrati nei nuovi requisiti tecnici e tarature certificate, secondo la normativa più recente. Le multe emesse con velox approvati ma non ancora pienamente verificati a livello singolo potrebbero essere contestabili in sede di ricorso.
Se un velox ha marca, modello, versione, matricola e decreto MIT è considerato tecnicamente omologato. Se il Comune dimostra che il singolo apparecchio è tarato e mantenuto correttamente le multe sono pienamente valide. Se invece manca taratura o documentazione di manutenzione, la multa può essere contestata anche se il modello è omologato.
Questo nodo, quindi, non è ancora stato risolto dalla famigerata dei quasi 4mila velox.
La possibilità di controversia rimane: alcuni giudici hanno infatti sottolineato che l’approvazione del modello non sempre basta se non c’è la verifica metrologica periodica sul singolo apparecchio (taratura, manutenzione, corretto posizionamento). Dal punto di vista giuridico in caso di ricorso, serve quindi che il Comune/ente dimostri che quel singolo apparecchio è stato tarato e mantenuto correttamente.
I velox della provincia di Cuneo non fanno eccezione. Per tutti c'è l'omologazione data da marca, modello, versione, matricola e decreto. Sulla taratura, nessuna indicazione.
Nel frattempo, meno di un anno fa, è stato emanato un decreto della Prefettura di Cuneo (11 giugno 2025) che aggiorna l’elenco delle strade provinciali e statali dove è possibile installare autovelox (fissi o mobili) senza obbligo di fermo immediato.
Questo ultimo decreto sostituisce integralmente i precedenti e aggiorna completamente l'elenco dei tratti stradali.
Sono 17 i tratti individuati, tutti decisi per l'alta incidentalità e per le caratteristiche strutturali della strada in qualche specifico tratto
La Statale 20 del Colle di Tenda in due tratti: dal km 64+000 al km 65+500 a Savigliano, direzione Genola e dal km 108+700 al km 110+401, fino al Confine di Stato.
La strada statale 28 Colle di Nava dal km 19+000 al km 26+000, tra Fossano e Trinità
La strada statale 231 di Santa Vittoria dal km 40+400 al km 42+090, tra Cherasco e Cervere
La strada statale 662 di Savigliano dal km 21+000 al km 27+300, quindi in uscita da Savigliano in direzione di Saluzzo.
Strade provinciali
SP. 7 tronco 42 dal km 0+400 al km 3+100 tra Pollenzo e Verduno
SP. 8 - di Valle Varaita" - tronco 3 dal km 8+800 al km 11+000 (Venasca-Brossasco)
SP. 26 -di Valle Po" Tr. 3 - dal km 16+000 al km 18+500 Sanfront Paesana
SP. 43 tronco 3 dal km 0+630 al km 5+300 Magliano Alpi - Sant'Albano Stura
SP. 48 tronco 2 dal km 2+500 al km 4+000 11 tra Bra e Cavallermaggiore
SP. 174 Caraglio dal km 6+400 al km 10+000
SP. 179 tronco 2 dal km 11+000 al km 13+700 tra Centallo e Tarantasca
SP. 422 - di Valle Macra" tronco 2 dal km 33+000 al Km 35+000 tra San Damiano Macra e Macra
SP. 429 tronco 1 - Alba-Manera" dal km 66+300 al km 72+400
SP. 564 Monregalese" dal km 14+500 al km 17+000 dopo Pianfei
SP. 661 "delle Langhe" dal km 23+150 al km 24+900 in modalità unidirezionale tra Narzole e Monchiero
SP. 929 tronco lb dal km 45+230 al km 48+750 nella zona tra Canale e Montà d'Alba.
Tutti questi tratti stradali potranno accogliere nuovi velox, fissi e mobili. Altri 17 velox che potrebbero aggiungersi ai già installati e censiti 62 rilevatori di velocità, tutti omologati. Ma resta aperta la partita sulla taratura e la manutenzione dei singoli apparecchi.
Finché questi controlli non saranno certificati, la certezza giuridica sulla legittimità delle sanzioni resta parziale.