Dal Consigliere regionale del PD Mauro Calderoni riceviamo e pubblichiamo:
Sulla vicenda che coinvolge Delmastro, Chiorino e Zappalà in una società con una famiglia legata alla mafia si sta consumando un fatto politico di estrema gravità: il rifiuto della maggioranza e della Giunta di assumersi fino in fondo la responsabilità di riferire con chiarezza davanti al Consiglio regionale e ai cittadini piemontesi.
Nonostante una richiesta formale avanzata già nei giorni scorsi in sede di capigruppo, né il Presidente della Regione né la Vicepresidente hanno ritenuto di intervenire in Aula. Un’assenza ingiustificabile, che alimenta opacità e mina la credibilità delle istituzioni.
Quando emergono dubbi così rilevanti sull’opportunità di rapporti economici con soggetti legati a vicende di condanna per mafia, il primo dovere di chi governa è la trasparenza. Sottrarsi al confronto non è una scelta neutra: è un atto politico grave, che chiama in causa il senso stesso delle istituzioni.
Ma vi è un elemento che rende questa vicenda ancora più intollerabile. Nella giornata dedicata al ricordo delle vittime innocenti delle mafie, leggere in Aula i nomi di chi ha perso la vita per mano della criminalità organizzata - senza aver fatto chiarezza sui fatti suddetti - è una contraddizione che suscita sconcerto e profonda indignazione.
È un fatto che offende la memoria delle vittime, le loro famiglie e tutti coloro che ogni giorno si battono per la legalità. Le istituzioni devono essere luogo di coerenza, non di ambiguità.
Per queste ragioni abbiamo chiesto la sospensione dei lavori del Consiglio e depositato una mozione che impegna il Presidente della Giunta a valutare la revoca delle deleghe e della carica di Vicepresidente all’Assessora Chiorino.
È una richiesta politica chiara e doverosa, fondata su un principio non negoziabile: chi ricopre incarichi pubblici deve garantire non solo il rispetto formale della legge, ma anche un profilo di assoluta trasparenza, opportunità e credibilità.
Il Presidente Cirio e la Giunta smettano di sottrarsi: vengano immediatamente in Aula a riferire. Il silenzio, in questo caso, non è prudenza ma responsabilità mancata.