Attualità - 22 marzo 2026, 06:27

Sara Giraudo con la sua “Stella alpina” realizza un sogno e sfida le tendenze

Ventidue anni a luglio, cresciuta in una famiglia di allevatori ai piedi della valle Stura, la giovane di Borgo San Dalmazzo guida oggi un’azienda in frazione Beguda con quasi 100 bovini e oltre 120 tra capre e pecore

Non ha ancora 22 anni, li farà a luglio, ma fin da quando era bambina sogna di avere un allevamento tutto suo e finalmente da quest'anno ci è riuscita.

Lei è Sara Giraudo e vive in frazione Beguda a Borgo San Dalmazzo, ai piedi della valle Stura.



Cresciuta in una famiglia di allevatori, ha subito stabilito un'importante connessione con quel mondo lento, dove a scandire il tempo di lavoro sono animali e natura nel loro circolo virtuoso, fatto di fatica, rigore e passione. Ha sempre avuto le idee chiare e non si è mai sottratta, anzi attratta da quel senso di cura verso gli animali che oggi risulta quasi in controtendenza, ha coronato il suo sogno d'infanzia.



L'amore per gli animali - racconta -. Sono cresciuta in mezzo a loro e non saprei vivere senza. Chi mi conosce sa quanto per me siano importanti”. 

Non c'è guerra e instabilità geopolitica a intimorirla, non c'è crisi di settore che alla sua età possa scoraggiarla. Determinata ad affrontare e superare qualunque criticità, può contare su papà Alessandro. Certo di lasciare nelle migliori mani al mondo l'azienda, che a sua volta aveva ereditato dallo zio, oggi continua a sostenerla ed affiancarla, credendo nello spirito che guida Sara verso il futuro scelto.

Anche il fratello Samuele, più grande di lei di 6 anni, non le fa mancare supporto pur avendo le sue responsabilità con il vivaio, che gestisce con la mamma Monica Giraudo, e con tutte le altre attività agricole per l'azienda.

Un percorso fatto di sacrifici e profonda determinazione, che segue l'esempio dei genitori. Ha imparato l'arte per poi farne tesoro e duplicare il patrimonio familiare con nuovi progetti.

Ottenuto nel 2021 il diploma alle Scuole San Carlo di Cuneo, si è dedicata nel tempo libero ad arricchire la sue esperienza sul campo, tra segreti del mestiere ed errori.

Non mi spaventa lavorare tutto il giorno e anche la notte nella stagione dei parti. So che nei casi più delicati e difficili posso rivolgermi a Valter Abbà, nostro veterinario di fiducia, che oltre ad essere diventato un amico è un grande professionista, sempre disponibile”. 



A tenerla vivacemente impegnata ci pensano quindi i quasi 100 capi di bovini, che trascorrono l'inverno in stalle per poi pascolare all'aperto con la bella stagione. A questi si aggiungono 120 tra caprini e ovini custoditi in stalla, ma che d'estate per due mesi si trasferiscono nei campi dei nonni a Sant'Antonio Aradolo. Per compagnia, infine, completano la fattoria cavalli e asini.

La sua gioia più grande trova ragione proprio nell'assistere alla nascita di una vita e vederla crescere in salute. La sua spiccata peculiarità all'accudimento ha incontrato anche la sua più grande passione portando alla luce la sua “Stella alpina”, la sua azienda a cui ha affidato tutta se stessa. “Non c'è soddisfazione maggiore – aggiunge Sara - che contribuire al ciclo della vita, nel mio caso con gli animali. Aiutarli a nascere per poi nutrirli, curarli e farli crescere è per me un dono a cui non rinuncerei mai”. 



Un risultato che anche sotto il profilo burocratico si è ufficializzato da inizio anno grazie al lavoro degli uffici della Cia di Cuneo, concretizzando la realizzazione del desiderio di Sara. 

Una scelta di vita ponderata anche con le aspirazioni per la sfera personale e familiare. “Ho una relazione stabile da 5 anni con Andrea e ha subito compreso le mie aspirazioni adeguandosi ai miei ritmi. Anche lui è impegnato nell'attività di famiglia e conosce lo spirito che serve, mi sta sostenendo, come faccio anch'io con lui. Attende al mio fianco che si realizzino i miei sogni e gli sono molto grata per questo. Spesso entrambi la domenica lavoriamo, ma non ci pesa, riorganizziamo eventuali uscite in momenti più favorevoli”. 

Sara Giraudo può rappresentare un nuovo modello femminile che seppur fortemente radicato alla tradizione rurale locale si smarca e si avventura a fare impresa, costruendo contemporaneamente una vita di coppia consapevole delle reciproche ambizioni professionali. 

Tra i progetti per il futuro – conclude Sara ambiziosa – potrebbe esserci l'apertura alla vendita diretta della carne, di latte e suoi eventuali prodotti derivati. Ma, prima ancora mi piacerebbe espandermi, ampliare gli spazi e costruire un nuovo edificio adibito a stalla per poter ospitare un numero maggiore di capi”.

Sara Aschero