Attualità - 22 marzo 2026, 10:05

Piemonte, export in crescita del 2,7% nel 2025: bilancia commerciale positiva per 15,5 miliardi

La regione si conferma quinta in Italia per vendite oltre confine, con l'alimentare e i metalli a trainare la ripresa. Ma pesano l'automotive in crisi e le tensioni geopolitiche internazionali

In un panorama internazionale segnato da profonde incertezze, il Piemonte conferma la propria solida vocazione all’export chiudendo il 2025 con una crescita delle vendite oltre confine. Lo scorso anno, infatti, il valore delle esportazioni di merci piemontesi si è attestato a 61,8 miliardi di euro, registrando un aumento del 2,7% rispetto al 2024, anno in cui le vendite oltre confine avevano raggiunto i 60,2 miliardi di euro. Anche le importazioni hanno manifestato un’espansione (+5,0%), raggiungendo i 46,3 miliardi di euro. Il saldo della bilancia commerciale, pari a 15,5 miliardi di euro, si è confermato, dunque, di segno positivo e la regione si attesta in quinta posizione nella classifica italiana, con una quota dell’export nazionale del 9,6%. Lo rileva Unioncamere Piemonte.

Il Piemonte chiude il 2025 con un export al +2,7%, un segnale di tenuta, seppur inferiore al +3,3% della media nazionale. Mentre eccellenze come l'alimentare e i metalli continuano a correre, pesano le difficoltà strutturali dell’automotive e il rallentamento del mercato Usa, condizionato da nuovi equilibri interni -commenta Massimiliano Cipolletta, vice presidente Unioncamere Piemonte - l’attuale instabilità nei rapporti tra Stati Uniti e Iran introduce variabili geopolitiche delicate che richiedono estrema prudenza; non si tratta solo di costi energetici, ma di una ridefinizione delle geografie commerciali. In questo contesto instabile, il ruolo delle Camere di commercio è quello di bussola strategica: insieme al Centro estero per l'internazionalizzazione e alla Regione Piemonte, lavoriamo per accompagnare le imprese verso una diversificazione dei mercati che sappia andare oltre le direttrici tradizionali, oggi messe alla prova da una complessità senza precedenti”.

Dall’analisi dei singoli comparti emerge che i mezzi di trasporto, nonostante una flessione del 2,6%, si confermano il primo settore della regione per peso economico, con una quota del 20,4% sul totale delle vendite estere: cala l’export di autoveicoli ma tengono la componentistica e l’aerospazio mentre mostrano difficoltà la nautica e il ferrotranviario. Al secondo posto il comparto della meccanica, che incide per il 17,2%, pur registrando una contrazione del 4,2% rispetto al 2024. In netta ascesa è invece l'alimentare, che consolida la terza posizione superando i 9,6 miliardi di euro di merci esportate, grazie a un solido incremento del 7,7%. La filiera del tessile e abbigliamento mostra una tenuta sostanziale con una crescita dell'1,1%, mentre la chimica rimane stabile (+0,6%). Al contrario, la gomma plastica subisce una lieve battuta d'arresto (-1,4%), arrivando a coprire una quota del 7,1% mentre il settore dei metalli inverte la tendenza negativa degli anni passati segnando un balzo del 14,5%. Tra gennaio e dicembre dello scorso anno le vendite verso i paesi dell’Ue-27 hanno raggiunto i 37,3 miliardi di euro, incidendo per il 60,3% sul valore complessivo dell’export, a fronte del 39,7% assorbito dai mercati extra-Ue. Francia e Germania si confermano i perni strategici per le merci piemontesi, coprendo congiuntamente oltre un quarto del valore esportato (28,1%). Al di fuori dei confini comunitari, gli Stati Uniti si confermano il terzo mercato di sbocco globale con una quota del 7,3%. Segnali di rallentamento anche Cina e Regno Unito.La provincia di Torino si conferma il fulcro del commercio estero piemontese, originando il 42,7% del valore complessivo regionale, seguita da Cuneo (17,8%), Alessandria (12,9%) e Novara (11,2%) e Vercelli ( 2,2%). Di segno opposto il Vco (-1%), Cuneo(-1,4%), Biella (-1,6%) e Asti (-2,8%)

(Abr/Adnkronos)