Curiosità - 21 marzo 2026, 06:05

L'INTERVISTA / AndreA: nuovo nome per il musicista Andrea Giraudi che brilla con il singolo "Sogni"

Il brano uscito il 2 marzo segna il ritorno a sé stesso di un artista «multigenere» che punta a varcare i confini italiani

"E se la vita non ha sogni io li ho e te li do", cantava il grande Lucio Dalla in "Tu non mi basti mai". E per il musicista bovesano Andrea Giraudi, grande fan del celebre cantautore, i sogni sono tanti. Non solo i suoi, ma anche quelli degli altri, che sono confluiti nel singolo "Sogni": uscito il 2 marzo su Spotify e su Youtube, dove è accompagnato dal videoclip girato dal videomaker fossanese Davide Lamberti, il brano è un momento sospeso in biblico tra realtà e immaginazione condensato in un brano indie-pop, uno dei molti generi esplorati dall'autore, che definisce il suo operato "Multigenere". Nato come CapoJey, l'artista ha deciso di aprire un nuovo capitolo nel suo percorso musicale, cambiando anzitutto lo pseudonimo: ora è AndreA, un nome che simboleggia il ritorno a sé stesso.

Noi lo abbiamo incontrato per farci raccontare di questo nuovo inizio.

Il cambio da Capo Jey ad AndreA è stato un atto liberatorio o una nuova maschera da indossare?

"Sentivo la necessità di evolvere e di dar luce a una parte di me che ho lasciato in penombra, nascosta. CapoJey era una parte di me 'ragazzina', ma una crescita è sempre necessaria. Quindi ho deciso di ripartire da me stesso. Del passato non cancellerei nulla, l'ho solo messo in sordina: quella parte arrabbiata che aveva scritto 'Brilleremo', ora è AndreA e brilla davvero con 'Sogni'. Le due A maiuscole, una all'inizio a l'altra alla fine del nome, hanno due significati: anzitutto, rappresentano la Bisalta e Boves, quindi la mia terra e la montagna, ma anche un'idea di elevazione e di crescita."

Quanto dei tuoi sogni è finito nella canzone?

"Più che dai sogni, sono partito dall'immaginazione. L'idea mi è venuta mentre viaggiavo verso la Liguria su un treno (faccio molte trasferte per lavoro). Osservavo le persone che erano nel mio convoglio: qualcuno guardava assorto il panorama, qualcuno faceva delle foto. Mi sono soffermato sugli occhi degli altri passeggeri, alcuni lucidi altri spenti. E lì ho pensato ai sogni che potevano portarsi dietro queste persone. È stato un momento quasi onirico, ero avvolto dall'energia dei sognatori che mi circondavano. ll tutto è poi confluito nella canzone, dedicata alla gente che come me ha un sogno da realizzare e che, anche se ha paura di non farcela, non deve mai demordere, ma perseverare per realizzarlo."

In quali posti hai trovato più ispirazione e perché?

"Per lavoro faccio ristrutturazioni e decorazioni e spesso ho trovato ispirazione durante il lavoro, o durante le trasferte di cui parlavo prima. Mentre sono in cantiere mi vengono le idee migliori, con il muro bianco davanti. In quelle situazioni sei solo con te stesso e quindi non ci sono distrazioni e i pensieri sono liberi di fluire."

Hai definito la musica che crei "Multigenere". Se questo concetto fosse un muro bianco, cosa ci faresti per rendere l'idea e quali colori useresti?

"Userei tutti i colori, anche i più scuri, perché voglio portare sia messaggi positivi che negativi, ma senza limiti e senza forme... in questa rappresentazione ci sarebbero tutte le forme e nessuna!"

"NO LIMITS" è il tuo manifesto artistico, ma nella vita di tutti i giorni qual è il limite che ancora fai fatica ad abbattere?

"Ultimamente mi sento abbastanza in equilibrio. Forse per CapoJey c'erano più muri da abbattere, come il sentirsi stretti nella realtà in cui si vive o infastidirsi per il giudizio delle persone. Ora ho cambiato prospettiva e sto provando ad abbattere proprio quei confini che frenavano CapoJey, anzi, cerco di trovare opportunità dove prima vedevo  chiusura."

Hai avuto esperienze di casting ai talent quali X Factor e Amici: hai rivalutato qualcosa nel tuo modo di fare musica o sei uscito ancora più convinto della tua strada?

"Diciamo che, sicuramente, entrambe le prove sarebbero potute andare meglio, però posso dire che sono contento siano andate così. Non sono uno che fa cover, cosa che invece è richiesta in questi programmi. E sono contento di non aver ceduto, perché ho intrapreso la strada del cantautorato e secondo me non può convivere con il mondo delle cover. Per me nasce prima di tutto il testo e, anche se a livello metrico e sonoro ho sempre in mente qualcosa già quando scrivo le parole, mi appoggio allo stesso tempo a un produttore."

Dopo "Sogni", cosa dobbiamo aspettarci da AndreA nei prossimi mesi? Stai già lavorando a qualcosa di nuovo?
"A inizio aprile partirò con le riprese del nuovo video per il prossimo singolo, che spero di far uscire verso fine aprile. Sto lavorando anche ad altre canzoni, ma non so ancora quanto ci vorrà. Per l'estate mi dedicherò probabilmente di più alla parte live, tra Cuneo e Torino. Il nuovo singolo parla di sentimenti e relazioni: che si abbia vissuto o meno una storia con il cuore spezzato, è la canzone giusta per chi vuole riconoscersi in quelle emozioni."

A lungo termine, qual è il traguardo che vorresti raggiungere come artista indipendente?

"Per me la cosa più importante e soddisfacente per un artista è trasmettere un messaggio forte e intenso per arrivare al cuore delle persone. Se parliamo di collaborazioni poi, sogno di fare qualcosa con Vasco, anche se a livello di tonalità siamo distanti, ma parliamo dei sogni, quindi perché no? Se penso all'estero invece chi mi ispira di più è Billie Eilish. Sto anche prendendo lezioni di lingua: nella prospettiva futura vorrei iniziare a scrivere testi anche in inglese, per uscire dai confini italiani e arrivare al maggior numero di persone possibile."

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Daria Abashkina