"Rent a Human", ossia affitta un umano. Si chiama così la nuova frontiera dell'Intelligenza Artificiale, una piattaforma creata dal canadese Alexander Liteplo.
Una sorta di negozio online dove al posto di comprare e vendere oggetti si scambiano servizi, ma a richiederli non sono gli umani, ma le intelligenze artificiali.
Sembra un mondo creato da George Orwell, ma la distopia è invece molto reale. Mentre noi ci preoccupiamo di quale sarà l'impatto dell'IA sulle nostre vite e su molte professioni, in particolare quelle che si basano su opere di ingegno e intelletto, si sta già scrivendo una nuova pagina.
L'IA sembra infatti già pronta non solo a lavorare in maniera più efficiente di un umano, ma può di fatto già assumerci per eseguire quei compiti che per natura non può soddisfare: ad esempio consegnare un pacco, raccogliere dei fiori o intrattenere una conversazione umana. Non a caso lo slogan del sito è "l'IA ha bisogno del tuo corpo".
E se esistono già piattaforme come OpenClaw, dove l'IA può svolgere compiti al posto degli umani (gestire email, scadenze, prenotazioni etc.) Rent a Human punta a cambiare completamente anche la nostra visione del lavoro.
Come funziona?
L'agente IA si iscrive e sceglie attraverso una catalogo di annunci i professionisti che gli sembrano più qualificati o quelli che costano meno. Dall'altra parte ci sono gli umani che si mettono in vetrina specificano le mansioni per le quali sono specializzati o preparati e una tariffa oraria.
L'IA sceglie, ordina un compito e poi paga in criptovalute.
La piattaforma è stata lanciata a inizio febbraio e il fondatore ha poi spiegato su sul suo profilo X: "Venerdì sera ho avuto un'idea divertente: gli agenti IA stanno diventando incredibilmente capaci, ma non possono esistere nel mondo reale. Non possono aprire barattoli, partecipare a riunioni di persona, ritirare pacchi o firmare documenti. Così ho creato rentahuman.ai, un marketplace dove gli agenti IA possono assumere esseri umani per svolgere compiti nel mondo reale. In sole 2 ore ho ricevuto oltre 1.300 visite al sito e 42 persone si sono iscritte per essere "noleggiate" dai loro capi IA!".
Sul sito si trovano al momento 641.254 "umani affittabili" i servizi che offrono sono disparati: copywriting, consulenza nell'interpretare testi burocratici, consegna di pacchi, conversazione o fotografarsi in pubblico con un cartello con su scritto 'L'IA mi ha noleggiato per fare questa foto e mi paga'.
"Numerosi articoli di notizie sono comparsi su Rentahuman - scrive ancora sui social il fondatore -. Account con milioni di follower che ne parlano, 50.000 iscrizioni in meno di 3 giorni. Cos'è Rent a Human? È una piattaforma che permette ad agenti di intelligenza artificiale autonomi di pagare persone per svolgere compiti nel mondo reale. Sì, avete letto bene. L'IA che assume persone. Stiamo già assistendo alla creazione di aziende completamente autonome: agenti di IA che gestiscono attività, prendono decisioni e necessitano di manodopera umana per svolgere compiti nel mondo fisico. E questo è solo l'inizio. Nel prossimo futuro, il numero di datori di lavoro basati sull'IA supererà di gran lunga quello dei datori di lavoro umani. Rent a Human è l'infrastruttura per questa nuova economia. Il nostro server MCP permette agli agenti autonomi di trovare lavoratori qualificati, negoziare i termini e pagare per il lavoro svolto. Tutto senza intervento umano. Il futuro del lavoro non è la lotta tra umani e IA. È la collaborazione tra umani e IA".
Nonostante il numero crescente di iscritti, è ancora difficile distinguere tra provocazione e reale applicazione. Eppure, un nuovo capitolo sembra già essersi aperto: quello di un’intelligenza artificiale sempre più capace di influenzare — e organizzare — il lavoro umano. Il rischio è diventare progressivamente più dipendenti, e forse più passivi, se rinunciamo fin da subito a pensare con la nostra testa.