Politica - 19 marzo 2026, 13:24

Referendum giustizia, a Cuneo il fronte del sì: “Occasione per superare il sistema delle correnti” [VIDEO]

Sala Einaudi del Centro Incontri in Provincia gremita per l’incontro di Fratelli d’Italia: interventi di Casoni, Malan, Bissoni, Gustapane, Palamara e Ciaburro sul futuro della riforma

Vota sì per liberare la magistratura dalle correnti”. È questo il messaggio lanciato e ribadito con forza dalla serata organizzata dal comitato provinciale di Fratelli d’Italia in vista del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo.

La Sala Einaudi del Centro Incontri della Provincia di Cuneo si è presentata al completo per un appuntamento che ha acceso il dibattito sul futuro della giustizia italiana. Anche i cuneesi saranno chiamati alle urne per esprimersi sulla riforma, scegliendo se confermarla o respingerla.

Ad aprire l’incontro il presidente provinciale di Fratelli d’Italia, William Casoni, che ha lanciato un appello alla partecipazione, sottolineando l’importanza del voto.

È poi intervenuto il senatore Lucio Malan, che ha illustrato criticità e numeri dell’attuale sistema giudiziario: “Non è una riforma di destra, ma di buon senso, già proposta in passato anche dai sostenitori del No”. Un tema, ha ricordato, in discussione da oltre trent’anni.

Ospite centrale della serata Luca Palamara, ex presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati ed ex membro del Consiglio Superiore della Magistratura, che ha portato una testimonianza diretta sul funzionamento delle correnti interne alla magistratura.



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Al centro del suo intervento proprio quel sistema di accordi per la spartizione delle nomine giudiziarie, costruito negli anni attorno a relazioni tra magistrati e politica. Un meccanismo emerso pubblicamente quando la Procura di Perugia installò un trojan nel telefono di un consigliere del CSM, facendo emergere trattative sulla nomina del procuratore capo di Roma.

Una vicenda giudiziaria che si concluse con l’assoluzione per abuso d’ufficio e rivelazione di segreto, mentre per il reato di traffico di influenze illecite è stato definito un patteggiamento a un anno con pena sospesa. Reato che nel frattempo è stato abolito. Ma un caso che a Palamara costò la carriera.

Nonostante ciò, l'ex magistrato ha ribadito la volontà di tornare in magistratura: “Oggi ho una posizione più pubblica e più politica, ma da lì vengo e lì torno”.

A difenderne in parte la figura anche il procuratore di Varese Antonio Gustapane, che ha asserito:
Parlare di sistema Palamara non è corretto. Non si è inventato nulla: si è inserito in un sistema che esisteva da anni, lo ha gestito per un periodo e poi ne ha pagato le conseguenze”.

Nel corso della serata è stato più volte ribadito anche nell'intervento dell'avvocato Dora Bissoni, presidente della Camera Penale “Vittorio Chiusano” della sezione di Torino come la riforma non rappresenti uno scontro ideologico, ma una necessità trasversale per migliorare il funzionamento della giustizia. Richiamato anche l’articolo 104 della Costituzione, che verrebbe in parte modificato mantenendo comunque autonomia e indipendenza della magistratura.

Il procuratore Gustapane ha evidenziato i possibili effetti positivi della riforma:
Ci sono elementi che garantiscono una giurisdizione più corretta e giudici più efficienti. Il sorteggio riduce il peso delle correnti e impedisce legami tra rappresentanti ed elettori interni”.

Secondo i relatori, la separazione delle carriere e il nuovo sistema di selezione degli organi di autogoverno potrebbero rappresentare un passo decisivo per rendere la magistratura più imparziale e meno condizionata.

A chiudere l’incontro l’intervento della deputata Monica Ciaburro: “Se esiste anche solo il dubbio che il cambiamento possa migliorare il sistema, vale la pena sostenerlo. Una giustizia più giusta e libera dalla politica può solo creare un sistema che premia il merito”.

La serata si è conclusa con un forte invito alla partecipazione al voto, presentato come un passaggio chiave per incidere concretamente sull’organizzazione della giustizia italiana, “un'occasione irripetibile”.

I.P.