Sanità - 17 marzo 2026, 10:21

Ricerca in sanità: all’Ao Santa Croce studi sulla cura della sclerosi multipla, delle porfirie e del carcinoma mammario

Opportunità terapeutiche all’avanguardia presso l’ospedale cuneese

L'ospedale Santa Croce di Cuneo (foto Mattia Benozzi)

L’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo prosegue il proprio impegno nella ricerca clinica come parte integrante dell’attività assistenziale, con l’obiettivo di offrire ai cittadini del territorio l’opportunità di accedere a terapie innovative e a percorsi di cura sempre più avanzati.

La ricerca clinica rappresenta, infatti, uno degli strumenti più importanti per migliorare la qualità delle cure: attraverso studi clinici e programmi terapeutici innovativi è possibile mettere a disposizione dei pazienti trattamenti che spesso anticipano l’introduzione delle nuove terapie nella pratica clinica quotidiana.

In questo contesto, un ruolo centrale è svolto dalle unità operative dell’ospedale e dai loro professionisti. I medici e i team multidisciplinari che operano nei diversi reparti rappresentano un vero valore aggiunto per l’Azienda, poiché grazie alla loro formazione, alla loro esperienza e alla costante attenzione alla letteratura scientifica contribuiscono ad arricchire la sanità cuneese di opportunità terapeutiche all’avanguardia.

TRAPIANTO AUTOLOGO DI CELLULE STAMINALI NELLA CURA DELLA SCLEROSI MULTIPLA

Un esempio significativo è rappresentato dall’attività del Programma Trapianti del Santa Croce e Carle, che attraverso la stretta collaborazione delle Strutture di Ematologia, di Neurologia e di Immunoematologia e medicina trasfusionale, offre una valida opzione terapeutica rivolta ai pazienti affetti da sclerosi multipla.

Grazie all’esperienza maturata e a un attento studio delle evidenze scientifiche disponibili, il centro di Cuneo propone il trapianto autologo di cellule staminali come alternativa terapeutica nelle forme recidivanti-remittenti di terza linea della sclerosi multipla. Questo programma si è dimostrato in grado di garantire periodi di remissione della malattia particolarmente prolungati e rappresenta oggi una delle strategie più promettenti per i pazienti selezionati.

Il Programma Trapianti accoglie inoltre pazienti provenienti anche da altre aree del Piemonte, contribuendo a rendere il centro di Cuneo un punto di riferimento regionale per questo tipo di trattamento. L’esperienza maturata in questo ambito potrà inoltre rappresentare una base importante per l’eventuale accesso futuro, dei pazienti affetti da sclerosi multipla, a nuove frontiere terapeutiche come le CAR-T (innovative terapie immunologiche basate sull’ingegnerizzazione dei linfociti T del paziente).

RIFERIMENTO PIEMONTESE PER LA CURA DELLE PORFIRIE

Un altro ambito di ricerca riguarda le malattie rare. L’Azienda Ospedaliera di Cuneo è Centro di riferimento per Piemonte e Valle d’Aosta per la diagnosi e la cura delle Porfirie. All’interno della Struttura Interaziendale di Immunoematologia e medicina trasfusionale, in collaborazione con la Dermatologia e la Farmacia Ospedaliera, sono stati recentemente condotti due studi clinici di fase 3 dedicati alla protoporfiria eritropoietica, una malattia rara fortemente invalidante che provoca una grave fototossicità cutanea. Gli studi hanno valutato l’efficacia sulla sintomatologia di una terapia orale destinata ad adolescenti e adulti, dimostrando un significativo miglioramento della qualità di vita dei pazienti. L’arruolamento negli studi è oggi concluso, ma i pazienti provenienti anche da altre Regioni continuano a beneficiare del trattamento.

ANTICORPI MONOCLONALI NEL CARCINOMA MAMMARIO METASTATICO

La ricerca clinica coinvolge in modo significativo anche l’ambito oncologico. L’Oncologia dell’Azienda Ospedaliera di Cuneo è infatti centro promotore di uno studio osservazionale retrospettivo e prospettico dedicato al carcinoma mammario metastatico, finalizzato a valutare l’efficacia e la sicurezza di un anticorpo monoclonale nella pratica clinica reale.

Lo studio nasce con l’obiettivo, per la prima volta, di raccogliere in modo sistematico i dati delle Breast Unit del Piemonte e della Valle d’Aosta, valorizzando il lavoro quotidiano dei professionisti impegnati nella cura delle pazienti con tumore della mammella. L’iniziativa rappresenta un esempio di ricerca che prende avvio dall’esperienza clinica maturata nei centri e dalla collaborazione tra le diverse realtà sanitarie del territorio. Attraverso la partecipazione di numerosi centri regionali sarà possibile costruire una base di dati condivisa utile a migliorare la conoscenza e l’utilizzo delle terapie nella pratica quotidiana.

L’IMPORTANZA DI SISTEMI INFORMATICI ADEGUATI

L’esperienza ha inoltre evidenziato quanto sia fondamentale poter contare su sistemi informatici adeguati per la raccolta e la gestione dei dati clinici, strumenti ormai indispensabili per consentire ai centri di partecipare attivamente alle reti di ricerca. In questa prospettiva, l’attivazione di piattaforme dedicate alla raccolta dei dati rappresenta un passaggio importante per permettere anche ad altre strutture di contribuire a progetti scientifici condivisi.

Questi esempi dimostrano come la ricerca clinica rappresenti una componente fondamentale dell’attività ospedaliera e come la capacità delle singole strutture di sviluppare competenze scientifiche, attrarre collaborazioni e promuovere studi contribuisca a creare un circolo virtuoso a beneficio dei pazienti e del sistema sanitario.

In questo percorso, accanto all’iniziativa dei professionisti e delle equipe cliniche, è sempre più importante poter contare su processi organizzativi efficienti e su professionalità dedicate che facilitino lo sviluppo degli studi e il dialogo con le reti di ricerca nazionali e internazionali.

Attraverso il lavoro quotidiano dei professionisti, la collaborazione tra discipline diverse e il continuo investimento nelle competenze, l’innovazione terapeutica può così tradursi in opportunità concrete di cura per il territorio.