Economia - 17 marzo 2026, 15:11

Cent’anni di storia e di impresa raccontati con il restyling del Palazzo della Camera di Commercio di Cuneo

Conclusi i restauri esterni della storica sede di via Emanuele Filiberto. Questa notte, 17 marzo, una suggestiva accensione delle luci celebrerà il secolo di vita dell’edificio nel segno dell’Unità d’Italia. Una data non casuale per l’ente camerale, istituito nel lontano 1862

Foto Pino Dell'Aquila

Splende di nuova luce la casa delle imprese cuneesi. La Camera di Commercio di Cuneo annuncia il completamento dell’imponente intervento di restauro che ha interessato le facciate e gli spazi esterni del Palazzo camerale. Un’opera di recupero filologico che giunge a compimento in un momento di straordinario valore simbolico: corre infatti l’anno 2026, esattamente un secolo dopo l’inaugurazione dell’edificio, appositamente costruito nel 1926 per dare una nuova sede all’ente camerale, le cui origini risalgono appunto all’anno successivo all’unità d’Italia.

Il Palazzo, situato al civico 3 di via Emanuele Filiberto, non è solo un presidio istituzionale, ma un tassello fondamentale del mosaico architettonico cittadino. La sua edificazione rappresentò, negli anni Venti, l’espansione moderna di Cuneo verso l’altipiano, inserendosi con eleganza nel contesto di Viale degli Angeli, zona celebre per le sue ville e i suoi villini liberty.

Il progetto di Camia, ora pienamente leggibile grazie alla pulitura delle superfici e al ripristino delle cromie originali, si distingue per l’armonia delle linee attraverso un equilibrio tra il rigore istituzionale e le morbidezze decorative del gusto deco e liberty dell’epoca.

“Restituire alla città il palazzo camerale nel pieno della sua bellezza, proprio nel centenario della sua fondazione, è un atto di rispetto verso la nostra storia e di attenzione verso chi verrà dopo di noi – dichiara il presidente della Camera di Commercio di Cuneo Luca Crosetto -. Non si tratta solo di pietre e intonaci, ma della sede che da cento anni custodisce il lavoro, l’ingegno e i sogni di migliaia di imprenditori cuneesi. Questa facciata rinnovata è il nostro biglietto da visita per il futuro: solido, autorevole e aperto all'innovazione."

Fondamentale il contributo della Fondazione CRC, che insieme al Ministero della Cultura è stato partner economico della ristrutturazione della facciata.

“Il restauro della storica sede della Camera di Commercio, progetto di particolare valore per la storia della città di Cuneo, ha sposato in maniera coerente il nuovo approccio definito dal bando Patrimonio Culturale, dedicato a sostenere anche interventi promossi su beni produttivi e di interesse sociale” commenta Mauro Gola, presidente di Fondazione CRC. “Un restauro che cambia l’aspetto esteriore del bene architettonico, in occasione di questa importante ricorrenza storica, e che delinea il nuovo approccio dell’ente camerale, aperto a un dialogo costante con la comunità cittadina, anche grazie alla riqualificazione e al rinnovamento dei suoi spazi”.

La chiusura dei cantieri in esterno verrà suggellata da un evento di forte impatto emotivo. Nella notte del 17 marzo 2026, data in cui l’Italia celebra la Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera, il Palazzo accenderà ufficialmente il suo nuovo impianto di illuminazione artistica, che valorizzerà al meglio le caratteristiche del Palazzo camerale.

"Presentare alle imprese e alla comunità il Palazzo camerale dopo un importante restyling che ci ha impegnato per anni, sotto l’egida della Soprintendenza e nel rispetto dei vincoli del codice appalti è il risultato di un lavoro corale – dichiara la segretaria generale, Patrizia Mellanoda un lato la grande sintonia e unità di vedute con i presidenti con cui ho avuto il privilegio di condividere la programmazione e l’attuazione dei lavori, e da un altro, non meno importante, il personale degli uffici camerali, a vario titolo coinvolti, che con professionalità e impegno ha gestito procedure complesse consentendoci di garantire la continuità dei servizi all'utenza".

C. S.