Attualità - 16 marzo 2026, 06:03

Stazioni sciistiche e futuro della montagna: Viola Saint Gréé e Garessio 2000 puntano sulla destagionalizzazione

Nel report “Nevediversa 2026” di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta due esempi del Cuneese di rilancio con turismo tutto l’anno, nuovi sentieri e impianti più sostenibili per affrontare il cambiamento climatico

Immagine di repertorio

Mentre le grandi stazioni sciistiche cuneesi puntano a diversificare l'offerta turistica ed ampliarla ripensando ai servizi aprendo a soluzioni che superino lo sci in senso stretto, le piccole stazioni si reinventano in un'ottica di destagionalizzazione del turismo alpino.
E' in sintesi quanto analizzato da Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta nel report “Nevediversa 2026” che ha fotografato lo stato degli impianti sciistici alpini e appenninici, promuovendo un modello di sviluppo della montagna più sostenibile, capace di adattarsi alla riduzione delle nevicate e ai cambiamenti climatici.

Il dossier raccoglie anche alcune esperienze del territorio cuneese, tra cui Viola Saint Gréé e Garessio 2000, due località che stanno cercando nuove strade per rilanciare il turismo di montagna.
 

VIOLA SAINT GRÉÉ, TRA STORIA E RILANCIO

Viola Saint Gréé è una piccola stazione sciistica nata negli anni Settanta nella frazione di San Grato, a 1100 metri di quota e a pochi chilometri dal comune di Viola. In quegli anni, quando lo sci sembrava un settore in crescita senza limiti, venne realizzato anche uno dei più grandi complessi turistici residenziali d’Europa, la futuristica “Porta del Sole”, con albergo, negozi, ristoranti, teatro e accesso diretto alle piste.

Dopo circa un decennio di successo, però, la località ha iniziato a vivere una lunga fase di crisi che ha portato alla chiusura degli impianti. Nei primi anni Duemila istituzioni locali e Regione tentarono un rilancio con nuove strutture sportive e una seggiovia che da San Grato sale al Pian del Bal, entrata in funzione nel 2010.

Oggi il Comune ha ottenuto un milione di euro dal bando regionale “Sistema Neve Piemonte” e punta a prolungare di circa 200 metri la seggiovia esistente.

Il prolungamento avrebbe una doppia funzione: in inverno permettere di collegarsi a una pista più esposta a nord e quindi più innevata, mentre in estate faciliterebbe l’accesso ai sentieri d’alta quota.

Il Comune sta infatti progettando nuovi percorsi escursionistici per valorizzare il territorio, tra cui itinerari alla scoperta delle faggete e delle antiche carbonaie.

Il progetto nasce anche grazie a un accordo pubblico-privato con la società Raimondi Srl, che gestisce gli impianti e coprirà la quota di cofinanziamento richiesta dal bando regionale.

Nel frattempo l’imprenditore ha acquistato nel 2021 il grande complesso della Porta del Sole, da anni abbandonato, mettendolo in sicurezza e progettando il recupero di alcune aree come quella della piscina.

Il piccolo comune di Viola, con circa 400 abitanti, è riuscito negli anni a mantenere i servizi essenziali anche grazie alle circa mille seconde case costruite negli anni Ottanta. Molte restano inutilizzate, ma dopo la pandemia diversi proprietari sono tornati a frequentarle durante l’estate o per lavorare da remoto.
 

GARESSIO 2000 GUARDA AL TURISMO ESTIVO

Anche Garessio 2000, nata negli anni Sessanta al Colle di Casotto, è citata nel report di Legambiente come esempio di trasformazione.

La stazione, che quest’anno è rimasta chiusa, sembra infatti voler abbandonare definitivamente la dipendenza dallo sci per puntare sul turismo estivo e sulle attività outdoor.

Il progetto finanziato con 842 mila euro dal bando Sistema Neve Piemonte prevede la realizzazione di una stazione intermedia della seggiovia che sale ai 2000 metri del Monte Berlino, con interventi per renderla utilizzabile anche d’estate e accessibile alle persone con disabilità.

Il piano prevede anche l’abbattimento di un vecchio impianto e solo un piccolo cannone per l’innevamento di un’area gioco invernale dedicata ai bambini.

La fermata intermedia permetterebbe comunque, negli inverni più nevosi, di raggiungere due vecchi skilift ancora presenti.

È stato invece cancellato il progetto di un grande bacino per l’innevamento artificiale, previsto da un precedente accordo con la Regione. Anche la struttura prevista sulla cima del Monte Berlino è stata ridimensionata.

Non sarà un rifugio, ma un punto ristoro per chi sale con la seggiovia in estate o per chi d’inverno vuole fare escursioni con le ciaspole.

Le scelte sono emerse dalla commissione consiliare speciale sul futuro di Garessio 2000, istituita nel 2024 e aperta anche agli attori del territorio.

La località ha avuto una storia complessa, segnata da fallimenti, contenziosi e carenza di neve, con il susseguirsi di diverse società di gestione negli ultimi anni. Anche il Comune aveva provato a gestire gli impianti tramite la Pro Loco, ma l’esperienza si è conclusa rapidamente per i costi troppo elevati.

Il nuovo progetto dovrà però affrontare due ostacoli: il cofinanziamento del 10% richiesto dal bando regionale e la necessità di trovare un nuovo gestore entro un anno.

Sul territorio resta inoltre un segno evidente delle difficoltà del passato: i ruderi di un grande complesso edilizio incompiuto, dopo l’esplosione che nel 1990 distrusse l’albergo previsto nel progetto originario.

Le storie di Viola Saint Gréé e Garessio 2000, evidenziate nel report Nevediversa 2026, raccontano dunque due tentativi di ripensare il modello turistico delle stazioni di bassa e media quota, puntando su escursionismo, natura e attività outdoor per garantire un futuro alla montagna anche senza neve abbondante.

Sara Aschero