Il dossier "Nevediversa 2026" curato e pubblicato da Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta ha stilato una 'top ten' di esempi concreti di futuro sostenibile e buone pratiche per le terre alte. “Queste esperienze – si legge nel documento - innovano l’offerta turistica valorizzando l’ambiente naturale, le competenze locali e il patrimonio storico e architettonico, con le comunità protagoniste attive del territorio. Replicati su scala più ampia, questi modelli possono favorire uno sviluppo montano sostenibile, capace di generare risorse dal turismo dolce e garantire alle comunità locali benessere e opportunità di lavoro stabili e dignitose”.
Due le località cuneesi finite in classifica: Pian Munè, località della valle Po nel Comune di Paesana, e la valle Maira.
PIAN MUNÈ
Secondo Legambiente Pian Munè propone un’offerta montana accessibile e organizzata, pensata per un pubblico ampio e non limitata alla sola pratica dello sci. La località evolve da stazione sciistica tradizionale a area di sport e svago fruibile tutto l’anno. In inverno l’offerta comprende sci alpino e alpinismo, ciaspolate, attività per non sciatori, risto razione e noleggio attrezzature. Nelle stagioni più miti predominano trekking, MTB e attività outdoor, affiancate da iniziative per famiglie e bambini, esperienze educative, Pet Therapy e momenti di valorizzazione ambientale e naturalistica. Anche in autunno restano attive escursioni, sport all’aria aperta e servizi di accoglienza. Le attività fanno riferimento a una rete di strutture che includono il Rifugio Pian Munè (1530 m s.l.m.), fulcro dei servizi e punto di ritrovo, e la Baita Pian Croesio (1870 m s.l.m.), raggiungibile a piedi, su strada forestale o con seggiovia nei periodi di apertura.
VALLE MAIRA
La valle Maira, storicamente colpita da spopolamento e abbandono, ha scelto un modello di sviluppo alternativo che Legambiente premia riconoscendola nella sua top ten. A raccogliere l'attenzione è la scelta di smarcarsi dallo sci di massa, puntando con decisione sul turismo lento e sostenibile. Priva di impianti di risalita e infrastrutture invasive, la valle si è affermata come una delle esperienze alpine più avanzate nel turismo dolce e outdoor. L’offerta invernale si basa su sci di fondo, sci escursionismo e sci alpinismo, affiancati da ciaspolate, escursioni e altre attività a basso impatto, sostenute da una rete diffusa di strutture ricettive. Centrale è il ruolo del Consorzio Turistico Valle Maira, che coordina oltre 130 operatori e ha orientato lo sviluppo locale verso scelte coerenti con la tutela ambientale, assumendo anche posizioni nette contro la motorizzazione in quota. La collaborazione con la val di Lanzo rafforza ulteriormente questo modello, dimostrando come la cooperazione tra territori possa generare nuove opportunità di sviluppo sostenibile e attrarre un turismo internazionale consapevole.