Non c’è solo un cantiere materiale, nella parrocchia della Moretta ad Alba, ma anche un’idea precisa di comunità. I lavori avviati e quelli in partenza nella parrocchia guidata da don Alberto Ravera nascono infatti da una convinzione semplice: se uno spazio torna a essere vissuto ogni giorno da famiglie, bambini e ragazzi, allora va anche ripensato, reso più accessibile, più sicuro, più ospitale.
L’intervento complessivo vale circa 118 mila euro e tocca più fronti. Una parte dei lavori è già in corso: in chiesa si stanno completando le rampe per superare le barriere architettoniche del presbiterio, mentre è in fase conclusiva anche la posa dei pannelli fotovoltaici. Dopo Pasqua prenderanno invece avvio gli altri interventi, che riguarderanno il campo da calcio, gli spazi per pallavolo e basket e la decorazione della Cappella del Santissimo.
“L’insieme degli interventi tocca più o meno a 118 mila euro, spiega il parroco. ” Sul fronte delle risorse, la parrocchia ha già ricevuto 30 mila euro dalla Fondazione CRC e altri 30 mila euro da un benefattore. A questi si potrà aggiungere un eventuale sostegno da parte di Banca d’Alba, mentre è partita anche una raccolta fondi interna alla comunità.
Ma il punto, nelle parole don Ravera, non è solo economico. Dietro la scelta di investire negli spazi c’è il ritorno di una presenza viva attorno all’oratorio.
“L’oratorio sta un po’ rinascendo. È aperto tutti i giorni ed è frequentato da parecchie famiglie”, osserva. “Proprio perché c’è una presenza maggiore di ragazzi, di bambini e di famiglie, ci è sembrato giusto rendere quegli spazi, che ormai hanno più di vent’anni, più sicuri, più accoglienti, più belli.”
È qui che il progetto assume un significato più ampio. Gli spazi da sistemare non sono soltanto campi o strutture, ma luoghi di relazione. Una volta al mese, racconta don Ravera, la parrocchia organizza giornate comunitarie che coinvolgono tra i 200 e i 300 bambini del catechismo, insieme alle famiglie.
“È un modo per tenere uniti e per offrire uno spazio dove tutti possano sentirsi a casa”, dice. “La mia idea è proprio questa: far sentire la parrocchia come una casa che è di tutti. Tutti possono usarla, ma tutti devono anche sentire il bisogno di contribuire e di responsabilizzarsi.”
Il tema tocca da vicino anche i bisogni quotidiani delle famiglie. In un tempo segnato da lavoro, corse e impegni continui, la possibilità di contare su un luogo affidabile e frequentato assume un valore concreto.
“Molte famiglie sono prese da mille cose. Avere uno spazio dove i bambini possano giocare, con una presenza adulta che garantisca un po’ di sicurezza e di controllo, diventa anche per i genitori una valvola di sfogo”, spiega il parroco.
Per questo, accanto alla raccolta fondi, è stata avviata anche una raccolta di disponibilità tra i volontari. L’invito rivolto ai parrocchiani non è solo a offrire un contributo economico, ma anche un po’ del proprio tempo. “Stiamo sensibilizzando le persone a contribuire non solo con offerte, ma anche con il tempo. Anche solo un’ora alla settimana in oratorio, magari mentre si accompagnano figli o nipoti, può essere preziosa.”
C’è poi un’altra questione che emerge con chiarezza: la mancanza di luoghi in cui i ragazzi possano incontrarsi con continuità. “Non è che ci siano tanti spazi dove i giovani possano stare insieme”, sottolinea don Ravera. “Avere un oratorio ampio, con la possibilità di giocare a calcio, a pallavolo e di fare altre attività, significa offrire un servizio reale alle famiglie, soprattutto nei mesi estivi e durante l’Estate ragazzi.”
Intanto la comunità si prepara anche a un primo appuntamento concreto per sostenere il progetto: il 21 marzo alle 20.30 è in programma una china, organizzata proprio con l’obiettivo di raccogliere fondi per i lavori.