Riproponiamo qui uno degli articoli più letti della settimana appena conclusa, pubblicato martedì 3 marzo.
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Raffaele De Santis è un noto morettese attivo nel sociale. Con la sua associazione "Santa Monica", dedicata alla compianta sorella Monica, scomparsa a causa di una distrofia muscolare, da oltre 30 anni porta avanti con strenua forza e risultati concreti la sua campagna solidale a sostegno delle persone con disabilità e affette da rare patologie del territorio piemontese.
Le “Giornate del sorriso” organizzate per i diversamente abili da lungo corso attraverso incontri programmati con tante celebrità della musica, dello sport e dello spettacolo come Vasco Rossi, Simona Ventura, Carlo Conti, Gianna Nannini e non solo, hanno portato a rendere felici i tanti ragazzi sostenuti dalla stessa associazione.
La scorsa settimana l'associazione Santa Monica, rivolgendo un appello alla Santa Sede di Roma, ha dato modo di realizzare tra breve il sogno della piccola Alice di Gassino Torinese: incontrare Papa Leone XIV in Vaticano. La ragazzina di 10 anni è affetta dalla sindrome di Pfeiffer di tipo 2, una malattia rarissima che purtroppo la costringe a vivere in sedia a rotelle.
[La piccola Alice con Ghali]
“A inizio settimana scorsa ho scritto alla Santa Sede, esprimendo la volontà di incontrare il Pontefice americano e, con meraviglia, ricevo il mercoledì la telefonata dalla segreteria da parte del Monsignor Sapienza, con l’invito di recarci il prossimo 29 aprile alle 10 a Roma per far conoscere Alice al Papa – ha commentato sorpreso e raggiante De Santis insieme ai familiari di Alice dopo il rapido riscontro -. Ci hanno inoltre riservato quattro biglietti per la Santa Sede, per il nostro ‘Viaggio del sorriso’”.
"Da sempre operiamo gratuitamente, su tutto il territorio nazionale – precisa inoltre De Santis – e ai nostri ragazzi iscritti non facciamo pagare le tessere per non gravare ulteriormente sulle loro difficoltà economiche. Abbiamo istituito inoltre “La Giornata del Sorriso”. Momento importante, perché funziona come piano terapeutico e vedere i nostri ragazzi con un sorriso e pieni di emozione, è un'esperienza indescrivibile. Fare e lottare per loro è un diritto e un dovere, ci mettiamo 365 giorni la nostra faccia per ottenere dei risultati gratificanti e incoraggianti».
"La Santa Monica – conclude il presidente associativo – porta il nome di mia sorella, mancata il 31 dicembre 1998, dopo 8 anni di malattia genetica e un ultimo anno vegetativa. Prima della sua scomparsa mi fece promettere di dare a chi chiede aiuto, di fare le stesse lotte che ho fatto io per lei".
[La piccola Alice con Rovazzi]